Stefano Mario Zatti – di polvere le stelle

Informazioni Evento

Luogo
ATIPOGRAFIA
Piazza Campo Marzio, 26 , Arzignano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

dal martedì al sabato dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30.

Vernissage
27/05/2026

ore 19

Artisti
Stefano Mario Zatti
Uffici stampa
PAOLA C. MANFREDI STUDIO
Generi
arte contemporanea, personale

di polvere le stelle è il terzo e ultimo capitolo del ciclo espositivo che Atipografia dedica all’esplorazione della tridimensionalità dell’essere umano e delle complessità del presente attraverso i linguaggi della contemporaneità.

Comunicato stampa

di polvere le stelle è il terzo e ultimo capitolo del ciclo espositivo che Atipografia dedica all’esplorazione della tridimensionalità dell’essere umano e delle complessità del presente attraverso i linguaggi della contemporaneità.

La mostra, aperta da mercoledì 27 maggio a sabato 27 giugno 2026, a cura di Elena Dal Molin, presenta un intervento di Stefano Mario Zatti in un itinerario esperienziale che conduce il visitatore dall’oscurità a una forma di luminosità intima e non trascendente: esito di un processo di rigenerazione e riconnessione con la natura e la materia di cui ogni essere vivente è costituito.

La trilogia espositiva ha inaugurato nel 2025 con la mostra Matermània/Matermanìa, in cui sei artisti hanno approfondito il soggetto della maternità, inteso come primo momento di collettività in cui l’io diventa noi. Il secondo episodio, L’ombra delle lucciole, ha proseguito il percorso mettendo al centro l’aspetto ontologico dell’opera d’arte, trattando la luce come lux e non come lumen.

Al centro del nuovo progetto espositivo si colloca la contemplazione, intesa come potenza creativa e generativa secondo la concezione formulata nelle Enneadi da Plotino. di polvere le stelle si articola in tre momenti nei quali l’essere umano si confronta con l’immensità dell’universo e con la profondità del proprio io più autentico, divenendo al tempo stesso soggetto e oggetto dell’esperienza contemplativa.

I primi due ambienti introducono il visitatore a una discesa attraverso le tenebre della galleria oscurata. Il primo spazio si configura come soglia tra l’esterno – il mondo della quotidianità e della frenesia – e la dimensione interiore della mostra. Il secondo coincide invece con l’attraversamento dello spazio espositivo immerso nell’oscurità. Il pubblico, in forzato silenzio, si trova a leggere lo spazio, non tramite la vista ma attraverso gli altri sensi. Deve attendere che nel buio si apra la possibilità di vedere.

Nel terzo ambiente, anch’esso immerso nell’oscurità, trova posto l’installazione Lago di stelle (nella sua versione del 2026). All’interno di una camera oscura, uno specchio collocato a terra riflette una volta stellata proiettata sul soffitto, restituendo allo spettatore la propria sagoma immersa in un abisso cosmico. L’opera invita a contemplare la materia originaria condivisa tra uomo e universo – carbonio e silicio presenti tanto nel corpo umano quanto nello spazio celeste. L’esperienza è completata da un paesaggio sonoro immersivo che amplifica la dimensione percettiva dell’installazione.

L’intero percorso si configura come un’esperienza di contemplazione: ritrovarsi negli elementi da cui proveniamo, la “polvere di stelle” evocata dal titolo della mostra, e riscoprire, attraverso la materia e l’arte, il senso stesso dell’esistere. Non una separazione tra anima e corpo, ma una riconciliazione profonda con la propria fisicità e con le facoltà sensibili dell’essere umano.

La proposta assume inoltre una valenza politica in senso ampio, configurandosi come riflessione sul destino comune che lega esseri umani, rocce, piante e animali all’interno dello stesso ecosistema planetario. Una domanda attraversa l’intero progetto: non siamo forse costituiti dalla stessa materia?

Il progetto di Stefano Mario Zatti si presenta così come un’installazione immersiva e percettiva articolata attraverso due grandi installazioni ambientali.