Tra memoria e sviluppi urbani: a Milano nasce MIA Tower, nuovo progetto residenziale nell’Ex Manifattura Tabacchi in Bicocca
Nel quartiere Bicocca a Milano sorgerà entro il 2028 MIA Tower, un progetto residenziale che si inserisce nel più ampio processo di trasformazione dell’ex comparto industriale della Manifattura Tabacchi. Con spazi condivisi, aree verdi e una nuova piazza pubblica l’edificio ambisce a diventare un nuovo landmark
Rigenerazione come densificazione verticale. È questo il principio che guida MIA Tower, il nuovo progetto residenziale firmato da Lombardini22 e commercializzato da Abitare Co., destinato a sorgere tra viale Fulvio Testi e viale Suzzani, nell’area della storica Ex Manifattura Tabacchi, nel quartiere Bicocca di Milano. Con i suoi 18 livelli fuori terra, l’edificio sviluppa una composizione verticale articolata in due corpi unificati da un nucleo centrale, integrando logge continue, serre bioclimatiche e spazi condivisi dedicati alla socialità e al coworking. Il progetto interpreta così l’abitare contemporaneo come un sistema flessibile e aperto, capace di coniugare qualità architettonica, sostenibilità ambientale e nuove modalità di vita collettiva. L’intervento si inserisce all’interno del Piano Integrato di Intervento dell’Ex Manifattura Tabacchi, lo strumento urbanistico approvato dal Comune nel 2007 per guidare la trasformazione dell’intero comparto attraverso un mix di recupero degli edifici storici, nuove residenze, funzioni culturali e servizi.
1 / 17
2 / 17
3 / 17
4 / 17
5 / 17
6 / 17
7 / 17
8 / 17
9 / 17
10 / 17
11 / 17
12 / 17
13 / 17
14 / 17
15 / 17
16 / 17
17 / 17
Ex Manifattura Tabacchi Milano: storia del sito industriale e trasformazione urbana della Bicocca
L’area dell’Ex Manifattura Tabacchi affonda le sue radici nella lunga storia della produzione del tabacco a Milano, avviata nel 1637 con la “Regalia del Tabacco”, voluta da Ferdinando II d’Asburgo. Dopo secoli di attività nel centro cittadino, la crescita del sistema produttivo e le criticità logistiche legate alla localizzazione urbana portarono, negli anni Venti del Novecento, alla delocalizzazione della manifattura verso il settore settentrionale della città. Tra il 1929 e il 1960 prende così forma il grande complesso industriale: un sistema di edifici in cemento armato destinati alla produzione e allo stoccaggio, concepito secondo una logica funzionale tipica dell’industria statale del periodo. Il sito rimane attivo fino al 1999, anno della dismissione, segnando l’avvio di un progressivo processo di trasformazione urbana che ne ridefinirà ruolo e destinazioni d’uso.
MIA Tower e il quartiere Bicocca: come cambia il nord Milano
Dal masterplan di Vittorio Gregotti per la riqualificazione dell’area ex Pirelli alla presenza dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, fino all’HangarBicocca e a BiM Milano, dagli anni Duemila il quartiere ha progressivamente rafforzato la propria vocazione formativa, culturale e direzionale, contribuendo alla trasformazione dell’ex area industriale in un nuovo polo urbano. “La Bicocca è un quartiere che ha già attraversato una profonda trasformazione, passando da distretto industriale a ecosistema urbano complesso, fatto di residenza, università, servizi e spazi pubblici”, racconta Abitare Co. “In questo contesto, Mia Tower non nasce come un intervento di rottura, ma come un progetto di completamento e consolidamento del tessuto urbano”. L’obiettivo del progetto è inserirsi in modo consapevole in un quartiere ormai maturo, interpretandone le vocazioni contemporanee: densità controllata, qualità architettonica, mix funzionale e attenzione alla dimensione abitativa. MIA Tower dialoga con il contesto attraverso una presenza riconoscibile e iconica, pensata per diventare un nuovo punto di riferimento nel paesaggio urbano del nord Milano.

MIA Tower Milano: architettura, appartamenti e nuove modalità dell’abitare
Nel progetto la verticalità è interpretata come risposta progettuale alla natura del contesto urbano. MIA Tower si configura, infatti, come un sistema composto da due torri connesse da un nucleo centrale, organizzate per accogliere appartamenti di tagli differenziati (dal monolocale alle penthouse) e adattabili a diverse forme dell’abitare contemporaneo. La composizione architettonica lavora sulla deformazione controllata dei volumi per massimizzare affacci, luce naturale e qualità spaziale, mentre la facciata a doppia pelle reinterpreta in chiave contemporanea il tema dell’arco, costruendo un’immagine continua e riconoscibile nel paesaggio urbano. Ogni unità abitativa è dotata di ampie logge continue che estendono lo spazio verso l’esterno, inoltre delle serre bioclimatiche sono state pensate per migliorare il comfort abitativo e l’efficienza energetica. Il progetto si sviluppa così come un organismo verticale nel quale architettura, sostenibilità e qualità dell’abitare lavorano in modo integrato. “L’abitare non è un concetto statico, ma un sistema in continua evoluzione”, racconta Abitare Co. “I cambiamenti legati allo smart working, alla composizione dei nuclei familiari e alla crescente attenzione alla sostenibilità hanno guidato il progetto sin dalle fasi iniziali, non come risposte puntuali a tendenze contingenti, ma come criteri strutturali di progettazione”.

Servizi, coworking e sostenibilità: come sarà MIA Tower a Milano
Il progetto, però, non si limita alla dimensione residenziale. Alla base vi è l’idea che la casa non sia più un’unità isolata, ma parte di un sistema più ampio di servizi, relazioni e spazi condivisi. MIA Tower integra, infatti, una serie di funzioni comuni dedicate alla socialità e alla vita quotidiana: palestra, cinema, coworking, play area, oltre a spazi per lo svago e la condivisione. A queste si aggiunge una nuova piazza pubblica pensata come elemento di connessione tra edificio e città. Il progetto del verde costruisce un paesaggio articolato fatto di giardini, terrazze e spazi collettivi, contribuendo a rafforzare la dimensione comunitaria dell’abitare. La sostenibilità viene affrontata in modo esteso: non solo efficienza energetica, ma capacità dell’edificio di mantenere nel tempo prestazioni elevate, qualità costruttiva e adattabilità a necessità future ancora imprevedibili.

MIA Tower tra memoria industriale e futuro urbano della Bicocca
La presenza della Manifattura Tabacchi rappresenta un’eredità forte, non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto culturale e urbano. Il progetto ha quindi cercato di confrontarsi con questa memoria evitando sia un approccio nostalgico sia una rottura radicale con il passato del sito. Secondo i progettisti, l’approccio è stato quello di una reinterpretazione consapevole: non riprodurre forme industriali in modo mimetico, ma recuperarne alcuni valori fondanti, come solidità, riconoscibilità, rapporto con la scala urbana, traducendoli in un linguaggio contemporaneo, adatto alle esigenze dell’abitare di oggi. In questa prospettiva, MIA Tower viene pensato come un progetto aperto all’evoluzione futura della città e dell’abitare. Ed è in questa idea di trasformazione che prova a inserirsi nel futuro della Bicocca, “diverso per contenuti e funzioni, ma coerente con l’identità di un’area che continua a trasformarsi senza perdere memoria di sé”.
Carolina Chiatto
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati