Silvia Levenson – El plan era perfecto
Si tratta di una mostra nella quale l’artista argentina espone alcuni importanti lavori inediti in un’installazione di grandi dimensioni: una serie di contagocce ingranditi, realizzati in vetro, nei quali sono state metaforicamente racchiuse alcune essenze immateriali: resistenza, empatia, speranza, ad esempio.
Comunicato stampa
Siamo lieti di presentare la nuova personale di Silvia Levenson. Si tratta di una mostra nella quale l’artista argentina espone alcuni importanti lavori inediti in un’installazione di grandi dimensioni: una serie di contagocce ingranditi, realizzati in vetro, nei quali sono state metaforicamente racchiuse alcune essenze immateriali: resistenza, empatia, speranza, ad esempio.
Nota a livello internazionale per le sue sculture in vetro, Levenson unisce nella sua ricerca una forte caratterizzazione politica con un’ironia straniante. In ciascuna delle sue opere la denuncia è accompagnata da un’estetica che trasforma oggetti del quotidiano in elementi iconici, proprio grazie alla natura del materiale utilizzato.
È così che il visitatore si troverà immerso in un’esposizione in cui viene messa in scena tutta la drammaticità del consumo contemporaneo: un consumo che finisce per andare oltre la materialità dei beni e che si immagina di poter ottenere tutto, dalla gioia alla speranza, passando per la bellezza. L’illusione consumistica è così raccontata grazie all’ironia di sculture che suggeriscono la facilità dell’appropriazione attraverso cosmetici e medicinali che possono dare a ciascuno ciò che più desidera, lasciandolo però, alla fine, insoddisfatto.
Il piano era, dunque, perfetto, appariva incontrovertibilmente destinato al successo, ma la realtà, sottolinea l’artista, è diversa e non potrà mai trovare il suo compimento e la sua realizzazione. Le cose, ci dice Levenson, non sono affatto semplici e non è sufficiente comprare qualcosa per possederlo davvero. La dimensione del desiderio è quindi analizzata in base al suo rapporto con il sistema capitalistico e con i suoi fondamenti, mettendo in luce la fragilità di un mondo che si crede l’unico possibile ma che mostra, ogni giorno di più, la sua fragilità.
La mostra è composta da alcune installazioni, sia da terra che da parete, attraverso le quali si costruisce un vero e proprio percorso narrativo.
Silvia Levenson (Buenos Aires, 1957) è un’artista nota a livello internazionale; le sue opere fanno parte delle collezioni di più di trenta istituzioni museali in tutto il mondo. È stata protagonista di decine di mostre personali in spazi pubblici e privati in Europa, Stati Uniti, America Latina e Australia, oltre che di numerose collettive.