Proiezioni e film di grandi artisti al Teatro Goldoni di Venezia in occasione della prossima Biennale

“This is Life” è il progetto curato da Pier Paolo Pancotto che il prossimo 4 maggio sarà presentato in anteprima nello storico teatro veneziano. Nato da un’idea (e da una canzone) del compositore Karma Culture Brothers, coinvolge Paola Pivi, Roberto Cuoghi, Luigi Ontani e il collettivo Gelitin

Si conclude il 18 aprile la personale di Paola Pivi (Milano, 1971) da Perrotin Paris. Negli spazi della galleria parigina, l’artista capace di sfumare il confine tra realtà e fantasia attraverso un approccio spesso giocoso alla creatività è protagonista con la mostra Live Again, che presenta l’inedita serie New Life. Intanto prosegue a Perth la grande esposizione I don’t like it, I love it, che riunisce le opere che più hanno segnato la carriera di Pivi, riallestite negli ampi spazi della AGWA – Art Gallery of Western Australia. Mentre a Montreal, la mostra Come check it out. Lies lies lies, presentata dalla Fondazione PHI per l’Arte Contemporanea, inaugurerà il 23 aprile, prima personale dell’artista in Quebec.

This is Life: il programma di proiezioni al Teatro Goldoni di Venezia

Ma il 4 maggio, aspettando l’apertura della Biennale 2026, Paola Pivi arriverà anche a Venezia con il progetto speciale This Is Life, ideato dal compositore, musicista e poeta Karma Culture Brothers – che con Pivi, conosciuta nel 2006 in Alaska, è sposato – che coinvolgerà anche il collettivo austriaco Gelitin, e gli artisti Roberto Cuoghi e Luigi Ontani, nell’ambito della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte.

Le performance ideate a partire dalla canzone di Karma Culture Brothers

Sarà il Teatro Goldoni a ospitare la proiezione video delle performance inedite, ideate dagli artisti a partire dall’omonima canzone scritta da Karma Culture Brothers nel 2020. Dalle 18 alle 22, lo storico teatro veneziano presenterà in anteprima i filmati girati da Hugo Glendinning: il progetto è curato da Pier Paolo Pancotto, che introdurrà e presenterà le opere – concepite dagli artisti come opere individuali, fruibili anche singolarmente – in occasione dell’evento.

Chi è Karma Culture Brothers

Il compositore di origini tibetane, nato in India da una famiglia di rifugiati politici e cresciuto in un monastero tibetano, è incline alla contaminazione della sua musica con le arti visive e performative, e spesso lavora con la fotografia e la produzione video (i video delle sue canzoni sono concepiti come opere d’arte dotate di una propria autonomia creativa). Il senso del suo lavoro è però sempre connesso alla rivendicazione della libertà di espressione e d’informazione, approccio maturato in decenni di vicinanza con le culture indigene, dopo il trasferimento in Alaska, all’inizio degli Anni Novanta, e poi nel periodo di permanenza nelle foreste hawaiane. Finora, l’artista ha pubblicato sei album: l’ultimo, The Circle, sulla lunga battaglia giudiziaria sostenuta in India per convalidare l’affidamento del figlio adottato con Paola Pivi.

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Redazione

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