Gioielli come architetture da indossare. Le creazioni di Annalisa Valentini sono al Fuorisalone
L’orafa marchigiana, architetta di formazione, ha scelto di passare a una scala più piccola senza smettere di cercare l’essenzialità del segno e la modularità. I suoi gioielli ispirati agli edifici iconici del primo Novecento sono in mostra a Milano durante la Design Week
Annalisa Valentini, marchigiana di Jesi, è arrivata al gioiello dopo aver vissuto diverse vite professionali: prima come atleta di alto livello nella scuola di scherma cittadina che ha sfornato talenti come Giovanna Trillini e Valentina Vezzali, poi come architetta e responsabile eventi e marketing di aziende di respiro internazionale nell’ambito dell’illuminazione e del design tessile, da iGuzzini a i-Mesh. Oggi, con il suo marchio A’s Way disegna e realizza artigianalmente delle microarchitetture indossabili che trovano le loro fonti di ispirazione nel mondo del progetto, nel minimalismo senza compromessi di Mies van der Rohe come nelle linee organiche di Frank Lloyd Wright o nelle geometrie audaci dell’Art Déco.
Le creazioni di A’s Way, piccole architetture di luce
“Mi sono appassionata al loro lavoro, e più in generale all’architettura dei primi anni del Novecento, sui banchi della facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, in particolare seguendo le lezioni di Nicola Di Battista (architetto, studioso e per due volte direttore della rivista Domus, n.d.r.) che erano anche dei piccoli capolavori di arte oratoria”, ricorda Annalisa Valentini. “Perché proprio il gioiello? Mi piaceva l’idea di progettare, come si dice, «dal cucchiaio alla città» e di guardare al passato per creare qualcosa di nuovo. Inoltre, ho da sempre una passione per gli oggetti di piccole dimensioni, che non occupano molto spazio ma possono avere un grande significato. Il mio percorso, partito dall’architettura e attraversato dall’esperienza nel mondo dell’illuminazione, mi ha portata in modo naturale verso il design di gioielli: un modo più intimo per continuare a progettare emozioni, forme e architetture di luce”. Se le forme rileggono, semplificandoli fino all’astrazione, dettagli degli edifici progettati dai grandi maestri, la texture lavorata a mano dei pezzi parla il linguaggio della fotografia d’autore. Il riferimento qui è a Mario Giacomelli (Senigallia, 1925 – 2000) e ai suoi scatti che hanno come protagonisti i campi arati con solchi sempre diversi, lasciati per caso o, qualche volta, perfino immaginati d’accordo con i contadini per creare composizioni grafiche essenziali. “Queste linee vengono disegnate digitalmente: Poi, però, le incido a mano una per una creando delle minuscole variazioni rispetto al disegno e delle imperfezioni che, secondo me, rendono l’oggetto più autentico”, spiega la designer.

I gioielli di Annalisa Valentini a Milano durante il Fuorisalone 2026
Durante la Design Week, I gioielli di A’s Way parteciperanno a due appuntamenti chiave per gli appassionati di una delle arti decorative più antiche, praticata già diversi millenni fa in Mesopotamia e in Egitto. Al Superstudio Village, il nuovo spazio di Superstudio ricavato in una fabbrica dismessa alla Bovisa, andrà in scena la collettiva ARIA di Food Design Stories curata da Caterina Misuraca e Sandra Faggiano, un racconto che si snoda attraverso una trentina di designer e brand indipendenti accomunati dalla leggerezza del tratto o da un’attenzione particolare alla sostenibilità. Tra i pezzi esposti ci sarà il bracciale Linea, una “scultura da polso” leggera ed essenziale parte di una collezione che si rifà a icone dell’architettura come il Padiglione di Barcellona e la Villa Tugendhat di Mies van der Rohe.

I finalisti del Gioiello Contemporaneo Contest a Milano durante la Design Week 2026
Alla Galleria Rossini di Viale Monte Nero, dal 18 al 30 aprile saranno in esposizione i finalisti della quinta edizione del Gioiello Contemporaneo Contest per un totale di oltre 80 opere realizzate da artisti, designer e orafi internazionali. Una selezione che permette di farsi un’idea della varietà di approcci e ricerche nel settore del monile d’autore, dalla rilettura di antiche tecniche artigianali in chiave contemporanea alle sperimentazioni sull’uso di materiali non convenzionali.
Qui ci saranno i moduli multiuso oggetto di un brevetto recentemente depositato, gioielli che possono essere indossati in diverse maniere grazie a una serie di accorgimenti: un solo pezzo può diventare il ciondolo di una collana, un bracciale o essere usato per trasformare degli orecchini a bottone in scenografici pendenti. Il modello con tre cerchi ha come riferimento l’edificio che ospita il MoMA di New York, ritoccato negli anni da architetti famosi come Yoshio Taniguchi e Diller Scofidio + Renfro. Insieme ai moduli troveremo anche l’anellino Guerriera, ispirato alle figure femminili di Amedeo Modigliani e all’immagine della “guerriera gentile”: colei, cioè, che come spiega Annalisa Valentini “ogni giorno ha una nuova sfida da affrontare, ma lo fa con gentilezza ed empatia”.
Giulia Marani
Superstudio Village – Via Pericle Negrotto, 59 Galleria Rossini – Viale Monte Nero 58
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