Isaac Julien – Museum Dreams
La prima grande retrospettiva in Italia dedicata al lavoro di Isaac Julien (Londra, 1960), uno tra gli artisti visivi più importanti del nostro tempo.
Comunicato stampa
gres art 671 presenta MUSEUM DREAMS, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata al lavoro di Isaac Julien (Londra, 1960), uno tra gli artisti visivi più importanti del nostro tempo. Celebre per le sue installazioni cinematografiche, impressionistiche e poetiche, Julien ha avuto un ruolo determinante nell’ampliare il linguaggio dell’immagine in movimento tra le pratiche dell’arte contemporanea.
Ideata da gres art 671 e curata da Nathan Ladd, MUSEUM DREAMS è concepita appositamente per la struttura architettonica e concettuale dello spazio di Bergamo. Riunendo cinque importanti installazioni di grande formato – Once Again... (Statues Never Die) (2022); Lina Bo Bardi – A Marvellous Entanglement (2019); Baltimore (2002); Vagabondia (2000); The Long Road to Mazatlán (1999) – la mostra attinge a oltre tre decenni di pratica artistica di Julien, mettendo in luce il suo approccio distintivo che attraversa discipline come cinema, danza, fotografia, musica e scultura.
Julien costruisce narrazioni stratificate che indagano il desiderio, la memoria sociale e le istituzioni museali, offrendo una cornice critica per interrogare e interpretare eventi storici contemporanei. A gres art 671, l’artista decostruisce gli spazi museali, trasformandoli in parte attiva nel percorso delle sue installazioni filmiche. MUSEUM DREAMS riflette sui contesti architettonici in cui le opere con immagini in movimento vengono presentate e conservate, sia a livello istituzionale sia personale, portando a riflettere su questioni legate al tempo e alla memoria con cinque installazioni filmiche immersive, sculture, manufatti, fotografie e materiali d'archivio.
Attraverso questo insieme di opere, il pubblico è invitato a diventare uno “spettatore mobile”, muovendosi liberamente tra installazioni caleidoscopiche in cui immagine, suono e architettura convergono. La mostra si sviluppa come un’esperienza sensoriale che supera i limiti delle classificazioni tradizionali, creando un linguaggio visivo capace di interrompere la logica narrativa che modella la nostra percezione quotidiana.