È morto lo storico dell’arte Paolo Baldacci. Fondamentali i suoi studi su Giorgio de Chirico e sulla Metafisica

Professore di lunga esperienza di Storia antica e al contempo grande studioso di arte italiana del Novecento, dall’inizio degli Anni Novanta Baldacci si era dedicato completamente ad approfondire la vita e l’opera di De Chirico (e suo fratello Savinio). Scompare a 81 anni

Aveva 81 anni, Paolo Baldacci, che è scomparso durante il weekend di Pasqua a Milano, dove viveva da moltissimi anni. Nato a Carate Brianza nel giugno del 1944, Baldacci – figlio di Gaetano Baldacci, che fondò e fu primo direttore de Il Giorno – è stato professore universitario, critico d’arte, scrittore (ma anche ristoratore, scrive ora Antonio Gnoli, ricordandolo sulle pagine culturali de La Repubblica), e ha dedicato gran parte della sua vita allo studio di Giorgio De Chirico e di Alberto Savinio, diventando una voce imprescindibile nel contesto degli studi sulla Metafisica e sul Futurismo (tra i suoi saggi fondamentali anche quelli su Giacomo Balla, Mario Sironi, Arturo Martini).

Paolo Baldacci dalla storia antica all’arte italiana del Novecento

A lungo, lo storico dell’arte brianzolo ha vissuto per l’insegnamento, tenendo la cattedra come docente di Storia antica presso le Università di Genova e di Milano – si era laureato in Storia Romana, e nel 1968 aveva vinto il concorso di assistente ordinario – però portando avanti in parallelo i suoi studi sulle arti visive del Novecento italiano (tra il 1974 e il 1975 collaborò anche alle pagine milanesi de La Repubblica come critico d’arte). La sua prima passione per la storia antica lo portò ad approfondire, nei decenni, l’epigrafia e la paleografia, l’archeologia e la glottologia. Ma anche le religioni del Mediterraneo.

Paolo Baldacci e Giorgio De Chirico

Dal 1990, abbandonata la carriera accademica, si era dedicato esclusivamente alla ricerca storico-artistica, fino all’ultima pubblicazione, L’altra modernità. De Chirico, Savinio e l’arte metafisica (per Carocci), uscita all’inizio del 2026. Della Metafisica, Baldacci non si è limitato a catalogare le opere, ma ha indagato il significato profondo, riallacciando i fili che legavano de Chirico al pensiero di Nietzsche, Schopenhauer, alla filosofia greca e alle poetiche romantiche e decadentiste. Al 1997 data la sua monumentale monografia sul periodo metafisico di De Chirico – la più vasta mai scritta, con il catalogo ragionato di dipinti e disegni – tradotta anche in francese e inglese. Ma su una nuova biografia dell’artista Baldacci era attualmente al lavoro, con l’idea di correggere alcuni stereotipi sulla vita e l’opera di De Chirico. Un percorso di approfondimenti costanti e reiterati che in passato portò lo storico dell’arte a scontrarsi con la Fondazione Giorgio e Isa De Chirico e con il suo presidente, Paolo Picozza, circa l’opportunità di alcune attribuzioni al catalogo del pittore.

La mostre e i progetti di Paolo Baldacci

Paolo Baldacci ha curato anche diverse mostre sull’arte italiana del Novecento – curando in prima persona o in collaborazione importanti progetti dedicati a de Chirico e a Savinio (Düsseldorf-Monaco, 2001-2002; Milano 2002; Varese 2003; Ferrara 2016) – e presenziato a molti convegni internazionali, per la sua grande esperienza in materia. Con Daniela Volpi, nel 2014, dava vita alla Biennale di arte e design contemporanei C.Ar.D, rassegna diffusa sulle colline piacentine.

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Redazione

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