It Takes Two – Laura Grisi
Opere Video dalla Collezione Antonio Dalle Nogare. Terzo appuntamento dedicato a Laura Grisi
Eva Brioschi in dialogo con Marco Scotini e Brando Quilici.
Comunicato stampa
Sabato 28 marzo, la Fondazione Antonio Dalle Nogare è lieta di presentare il terzo appuntamento di It Takes Two, ciclo di opere video della collezione privata di Antonio Dalle Nogare, a cura di Eva Brioschi.
Il titolo è un modo ironico per ricordarci che per realizzare appieno un’opera d’arte occorre lo sguardo dell’artista, ma anche quello dello spettatore, che, con la sua percezione, completa il percorso creativo cominciato dal primo. Nel buio di una sala video il rapporto artista - spettatore si fa ancora più stringente. Come in un confessionale della mente, lo sguardo si abbandona alle immagini, perdendo riferimenti spazio-temporali e accogliendo la possibilità di una trasmissione multisensoriale e di un’imprevedibile epifania.
Ogni evento inaugurale propone un momento di approfondimento e di lettura partecipata dell’opera esposta, condotto dalla direttrice artistica della Fondazione Eva Brioschi, in dialogo con l’artista e con professionisti del mondo dell’arte.
Il terzo appuntamento di It Takes Two è dedicato a Laura Grisi, figura pionieristica e “nomade” dell’arte contemporanea. In mostra il video Wind Speed 40 Knots (1968), presentato da Eva Brioschi in dialogo con il curatore Marco Scotini e con Brando Quilici, figlio dell’artista.
Grisi (Rodi, 1939 - Roma, 2017) ha sperimentato attraverso la fotografia, il video, la pittura e la realizzazione di complesse installazioni ambientali, venendo di volta in volta assimilata alla Pop Art, all'arte concettuale, all’arte cinetica e ambientale. Dalla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1966 fino alla sua lunga collaborazione con la Leo Castelli Gallery di New York, ha cercato di “ricreare l’esperienza dei fenomeni naturali” anziché rappresentarli, con una ricerca aperta sul tempo, sullo spazio e sulla percezione umana.
Tra il 1958 e il 1973, Grisi intraprende una serie di lunghi viaggi in Africa, in Sud America e in Polinesia. Questo nomadismo non è solo un’esperienza biografica, ma influenza profondamente il suo modo di visualizzare la vita e il tempo, portandola a confrontarsi con culture distanti e a mettere in discussione la presunta oggettività dello sguardo occidentale in una prospettiva oggi considerata ecofemminista.
Wind Speed 40 Knots, realizzato nel 1968, originariamente in 16 mm, è uno dei primi e più radicali tentativi di rappresentare, attraverso le immagini in movimento, lo spazio di incontro tra l’essere umano e gli agenti naturali, imprevedibili, incontenibili e irrappresentabili. In questo video, il vento cessa di essere una condizione meteorologica per diventare un elemento strutturale dell’opera che sfida la staticità dei media artistici tradizionali, attraverso una pratica al limite tra rigore scientifico e sensibilità fenomenologica.
Con il gentile sostegno della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige.
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