The White house. Domestic Propaganda
La mostra è l’esito di una ricerca che osserva criticamente la Casa Bianca come spazio domestico di propaganda politica, in cui l’Architettura degli Interni si intreccia con questioni mediatiche, sociali e culturali di carattere globale.
Comunicato stampa
The White house. Domestic Propaganda è una mostra che apre a Dropcity, centro sperimentale dedicato all’architettura e al design nei rinnovati Magazzini Raccordati della Stazione Centrale di Milano. Curata e progettata dagli studenti del Laboratorio di Progettazione di Interni del Politecnico di Milano, guidato da Davide Fabio Colaci e Lola Ottolini, la mostra è l’esito di una ricerca che osserva criticamente la Casa Bianca come spazio domestico di propaganda politica, in cui l’Architettura degli Interni si intreccia con questioni mediatiche, sociali e culturali di carattere globale. La mostra esplora come la Casa Bianca, oltre a essere una residenza, si sia configurata nel tempo come un potente dispositivo simbolico e antropologico. Non solo luogo dell’abitare, ma macchina di rappresentazione capace di mettere in scena un’idea di società con i suoi spazi, i suoi oggetti e i suoi rituali.
La ricerca da cui nasce la mostra propone una riflessione critica e stratificata sull’idea di casa, intesa non solo come spazio abitato, ma come dispositivo simbolico, politico e culturale in continua trasformazione. L’ambivalenza tra la Casa Bianca – edificio governativo U.S.A icona del potere istituzionale e della rappresentazione pubblica – e l’universo domestico, luogo intimo e quotidiano in cui si riflettono tensioni, desideri e strutture sociali, trasforma questa architettura in un potente simbolo della democrazia globalizzata e, per estensione, anche del modello democratico occidentale.
La mostra The White House. Domestic Propaganda traduce il lavoro di ricerca in una narrazione spaziale articolata, che riunisce studi visuali, sperimentazioni progettuali e riflessioni critiche prodotte da più di cinquanta studenti del Laboratorio di Progettazione di Interni del Politecnico di Milano. L’allestimento, progettato e realizzato con il supporto tecnico di Nolostand, non si limita a rappresentare la Casa Bianca come icona fissa, ma ne mette in evidenza la mutabilità: la capacità di assorbire, riorientare e proiettare significati culturali attraverso il linguaggio degli Interni. Installazioni, modelli e disegni interpretativi compongono un atlante frammentato ma coerente, che rivela come lo spazio domestico possa operare come dispositivo di propaganda. Progettata per i tunnel di Dropcity, la mostra assume la forma di una struttura aperta, composta da sette installazioni come episodi spaziali. Il visitatore è chiamato a muoversi tra frammenti, soglie e ambienti che mettono in tensione potere e domesticità, mostrando come la rappresentazione politica si inscriva negli interni attraverso oggetti, dispositivi e protocolli.
Ogni installazione esplora criticamente una dimensione specifica della domesticità istituzionale, mettendo in relazione spazio, oggetti e ritualità con i grandi temi politici e culturali della contemporaneità. Modelli, citazioni d’arredo, archivi visuali, ricostruzioni e apparati grafici costruiscono una narrazione che oscilla tra documento e interpretazione, tra analisi storica e progetto.