Cagli e il simbolo. Nella contemporaneità materica di ABI

Informazioni Evento

Luogo
BRUN FINE ARTS
Via Gesù, 17, 20121 Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
15/04/2026

ore 18 su invito

Artisti
Corrado Cagli
Curatori
Alberto Mazzacchera
Uffici stampa
ARTEMIDE PR - STEFANIA BERTELLI
Generi
design, arte moderna

Un progetto espositivo che mette in dialogo l’opera di Corrado Cagli con una selezione di prodotti di design in pietra egiziana realizzati da Marmonil e concepiti come sculture d’uso da ABI, contemporary stone Design brand, attivo tra Il Cairo e Milano.

Comunicato stampa

Brun Fine Art, in collaborazione con l’Archivio Corrado Cagli, presenta Cagli e il simbolo. Nella contemporaneità materica di ABI, un progetto espositivo che mette in dialogo l’opera di Corrado Cagli (1910–1976) con una selezione di prodotti di design in pietra egiziana realizzati da Marmonil e concepiti come sculture d’uso da ABI, contemporary stone Design brand, attivo tra Il Cairo e Milano.

La mostra trae ispirazione dal simbolo come struttura di pensiero, come dispositivo conoscitivo capace di attraversare epoche, linguaggi e materiali.

Il simbolo e la crisi della rappresentazione

Nel percorso di Cagli, in particolare nel periodo americano, il simbolo da allusione narrativa diventa strumento analitico. Il segno si emancipa dalla rappresentazione e diviene struttura autonoma, capace di sondare dimensioni ulteriori della realtà spaziale e della psiche.

Dopo la frattura dell’esilio, l’esperienza della guerra e il confronto con la cultura newyorkese, Cagli avverte l’insufficienza di un sistema monologico dell’arte. È in questo clima che matura il suo interesse per la geometria non euclidea e per la cosiddetta “quarta dimensione”: un’ipotesi che rimane utopica ma al contempo molto fertile sotto il profilo creativo.

Non si tratta di misticismo matematico ma del tentativo di ampliare il campo della rappresentazione oltre il visibile. Se il cubo è misura del tridimensionale nell’arte, l’ipercubo diventa per Cagli metafora di una pittura capace di suggerire una dimensione altra.

Appartengono a questa visione le opere esposte: dipinti e sculture fino alle celebrate Carte del 1958–59, dove la polverizzazione del colore genera vibrazioni ottiche che dissolvono la distinzione tra materia e immagine, tra bidimensionale e tridimensionale.

Quella illusione di una nuova spazialità resta tale, ma produce risultati pittorici decisivi: una “liberazione espressiva del segno”, come la definì Enrico Crispolti, che pone Cagli in posizione chiave rispetto alle prime elaborazioni informali italiane.

ABI: la materia come soglia

In questo contesto si inserisce il dialogo con ABI, che sviluppa un linguaggio in grado di unire tradizione artigianale egiziana e pensiero progettuale europeo, trasformando il limestone proveniente dalle cave di Assuan, utilizzate già in epoca faraonica, in oggetti contemporanei.

Gli elementi di design concepiti come sculture d’uso non sono presentati solo come complementi funzionali, ma come vere presenze plastiche che abitano lo spazio. La pietra egiziana diventa qui materia che incorpora memoria, durata e permanenza, dando forma a oggetti che uniscono funzione e valore scultoreo.

Se in Cagli il simbolo si fa segno che interroga lo spazio invisibile, in ABI la materia diventa simbolo silenzioso, principio ordinatore tradotto in forma essenziale.

Il dialogo si dipana come una riflessione condivisa sul rapporto tra forma, struttura e archetipo.

Un passaggio nodale del progetto riguarda la trasposizione in marmo, realizzata da Marmonil e autorizzata dall’archivio dell’artista, di una maschera di Corrado Cagli, originariamente concepita come una maquette in cartone e oggi proposta in una tiratura complessiva limitata di nove esemplari.

L’intervento di Marmonil, si configura come sapiente operazione di traduzione materica, dal supporto fragile e provvisorio del cartone alla densità millenaria del marmo.

La maschera, elemento ricorrente nell’immaginario di Cagli, perimetro tra identità e archetipo, assume così una nuova presenza plastica, mantenendo intatta la potenza della struttura originaria del segno e acquisendo, attraverso la pietra, una dimensione di permanenza.

La tiratura limitata, realizzata con l’autorizzazione dell’Archivio Corrado Cagli, garantisce il rispetto dell’opera e ne preserva il carattere di unicità.

Un progetto non celebrativo

Cagli e il simbolo è un progetto che restituisce l’attualità di un artista che rifiutò ogni classificazione rigida per affermare la coesistenza dei generi come condizione necessaria della modernità.

In un’epoca segnata dall’effimero, la mostra propone un confronto tra il segno simbolico che permea di significati atemporali la superficie dell’arte e la materia che attraversa i secoli. Il simbolo che diviene struttura nel tempo.