Nuria Mora – Cantarella

Informazioni Evento

Luogo
VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA
Piazza San Sepolcro, Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

La mostra è a ingresso gratuito
Orari: da lunedì a domenica 10.00 – 17.30 (ultimo ingresso)
Mercoledì chiuso

Vernissage
07/04/2026

ore 16

Artisti
Nuria Mora
Curatori
Elisabetta Mero, Gianluca Ranzi
Generi
arte contemporanea

In occasione della Milano Art Week e di miart 2026, inaugura, presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Cantarella, il progetto site-specific dell’artista Nuria Mora (Madrid, 1974), concepito per la Sala del Foro Romano.

Comunicato stampa

In occasione della Milano Art Week e di miart 2026, inaugura, presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Cantarella, il progetto site-specific dell’artista Nuria Mora (Madrid, 1974), concepito per la Sala del Foro Romano. A cura di Gianluca Ranzi ed Elisabetta Mero, con il coordinamento generale di Martina Corbetta e il supporto scientifico di Marta Moriarty, la mostra si configura come una grande installazione immersiva capace di trasformare lo spazio storico in un ambiente sospeso, in cui pittura, architettura e memoria dialogano in modo organico.

Inserito nel cuore di un’istituzione che custodisce secoli di arte e storia, l’intervento non si impone come frattura, ma come presenza sottile e rispettosa del contesto. Il progetto si sviluppa come una meditazione sulla grandezza del femminile, spesso confinato dalla narrazione storica alla sola dimensione estetica, e ne indaga la profondità simbolica e spirituale attraverso un linguaggio contemporaneo.

Il titolo Cantarella richiama il leggendario veleno rinascimentale associato alla famiglia Borgia, tradizionalmente identificato con arsenico bianco, sostanza inodore e insapore capace di agire lentamente. La leggenda narrava che la vittima, prima di morire, apparisse calma, quasi “cantasse”. Questo elemento simbolico diventa nel progetto una metafora del confine tra apparenza e verità, tra bellezza e pericolo, tra racconto storico e costruzione mitica.

Figura evocata nel percorso è Lucrezia Borgia, di cui la Pinacoteca Ambrosiana conserva alcune lettere indirizzate all’amico umanista Pietro Bembo e, in una preziosa teca realizzata da Alfredo Ravasco a inizio ‘900, una ciocca di capelli. L’immagine di questa donna leggendaria è stata segnata nei secoli da sospetti e propaganda legati alla cosiddetta leggenda nera dei Borgia, in particolare del padre Rodrigo Borgia, che divenne papa Alessandro VI. Donna colta e diplomatica, capace di esercitare un ruolo politico significativo, Lucrezia è stata spesso ridotta a icona ambigua di seduzione e veleno. Il progetto non intende riscrivere la storia, ma aprire uno spazio di riflessione sulla costruzione dello sguardo e sul giudizio che ha accompagnato la rappresentazione del potere femminile.
Cantarella costruisce una nuova favola contemporanea, ispirata a una leggenda popolare secondo la quale Lucrezia, avvolta in una luce dorata, entra alcune notti nelle sale dell’Ambrosiana per pettinare i suoi capelli e leggere le lettere a Pietro Bembo.

Nuria Mora propone un racconto poetico sospeso tra mito, memoria e materia, dove il reale e l’immaginato convivono.

L’allestimento occupa la Sala del Foro Romano come un’unica architettura visiva. Due grandi tele in acrilico, olio e sabbia su lino si integrano con interventi murali che dialogano con la struttura architettonica, mentre tende in velluto e superfici tessili introducono una dimensione quasi liturgica, creando quinte che svelano e proteggono. La luce, studiata per essere morbida e radente, esalta le matericità e contribuisce a generare un’atmosfera di sospensione.

Elementi tridimensionali come ceramiche smaltate e tappeti ampliano la pittura nello spazio, trasformando l’ambiente in un dispositivo immersivo. Cantarella diventa così non il nome di un veleno, ma una riflessione contemporanea sul corpo come luogo di proiezione e giudizio, sulla bellezza come linguaggio frainteso e sulla possibilità che il femminile torni come presenza luminosa — non per sedurre, ma per rivelare.

Biografia
Nuria Mora è un’artista visiva spagnola nata nel 1974 a Madrid, città in cui vive e lavora. È conosciuta a livello internazionale per il suo lavoro iniziato negli anni ’90 nell’ambito dell’arte urbana poi evolutosi in uno stile astratto caratterizzato da linee fluide, forme geometriche e colori vivaci, che rimane strettamente connesso all’osservazione dell’ambiente e delle caratteristiche del luogo in cui l’artista opera di volta in volta.
Nel corso della sua carriera ha esplorato molteplici possibilità espressive passando dalla pittura alla scultura e alla progettazione di design per tappeti e gioielli. Ha esposto in musei internazionali come la Tate Modern di Londra, la Joan Miró Foundation di Barcellona, Le Pilori di Niort, la Fondazione Pilar e Joan Miró di Maiorca, il Museum of Contemporary Art di Johannesburg e la Biennale di Venezia, affermandosi come una delle figure più interessanti e libera nel contesto dell’arte contemporanea spagnola e internazionale.