Christian Leperino / Gianluca Murasecchi – Fragmenta

Informazioni Evento

Luogo
ARCHIVIO MENNA/BINGA
via dei Monti di Pietralata 16, Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Christian Leperino | Gianluca Murasecchi

Fragmenta

21 marzo | 13 giugno 2026

Fondazione Filiberto e Bianca Menna, Via dei Monti di Pietralata 16 - Roma

info | www.fondazionemenna.it - +39 089 254707 +39 340 1608136

orari di apertura | dal lunedì al giovedì, ore 10:00-13:00 (o su appuntamento)

Vernissage
21/03/2026

ore 18

Artisti
Gianluca Murasecchi, Christian Leperino
Curatori
Antonello Tolve
Generi
arte contemporanea, doppia personale

La Fondazione Filiberto e Bianca Menna, in collaborazione con il Lavatoio Contumaciale e il TOMAV Experience, è lieta di annunciare Fragmenta, doppia personale di Christian Leperino e Gianluca Murasecchi.

Comunicato stampa

La Fondazione Filiberto e Bianca Menna, in collaborazione con il Lavatoio Contumaciale e il TOMAV Experience, è lieta di annunciare Fragmenta, doppia personale di Christian Leperino e Gianluca Murasecchi che sarà inaugurata sabato 21 marzo, ore 18:00.

Seguendo un itinerario che vede nell’idea di frammento il viatico d’un duplice percorso stilistico, la doppia personale di Christian Leperino e Gianluca Murasecchi invita a rileggere un discorso tecnico delle arti i cui strumenti primari brillano sotto il segno dell’alterazione, dell’alternanza, della mescolanza, dell’illusione.

Quasi a tracciare una poetica dell’eco e della sovratemporalità, Christian Leperino (Napoli, 1979) mette in campo un ampio quadro riflessivo in cui la riconoscibilità immediata del preesistente lascia il posto a trame che interrogano gli spazi della rappresentazione per trasformarla via via in apparizione mediante un processo di decostruzione e rettifica d’un reale sensibilmente corrotto, portato sul piano emotivo dell’inquietudine e lasciato a stati e stadi di informe somiglianza. Fatto di memoria e di storia, di sedimentazioni e di attriti tra detriti, il lavoro di Leperino pone al centro una plasticità in cui l’arcaico è assorbito per diventare funzione essenziale dell’attuale.

Con Gianluca Murasecchi (Spoleto, 1965) il segno diventa luogo sovrano di una gestualità controllata che sposta costantemente l’attenzione da una ricerca primaria sul corpo (sul suo grattare, graffiare, tracciare, premere la superficie) a una di ordine mentale per favorire atmosfere visive in cui l’occhio si perde, segue una vibrazione percorsa da una tensione crepitante, fatta di interstizi e confini, di contorni diglossici. Quasi a tracciare una cosmografia che invalida il già detto per marcare un sentiero espressivo fatto di immagini spinte, sempre, oltre i brani del virtuosismo stilistico, Murasecchi presenta un nucleo di lavori il cui il lessico linguistico rompe ogni forma di staticità.