Ubaldo Bartolini – My Arcadia

Informazioni Evento

Luogo
LUCA TOMMASI
Via Cola Montano, 40 , Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

La mostra resterà aperta dal martedì al venerdì ore 16 – 19 e su appuntamento. Per info e materiale iconografico [email protected].

Vernissage
21/03/2026

ore 17,30

Artisti
Ubaldo Bartolini
Generi
arte contemporanea, personale

Luca Tommasi intende ricreare negli spazi della galleria milanese di Via Cola Montano, 40 l’installazione ospitata nel salone vittoriano dell’Istituto Italiano di Londra, esponendo le medesime opere per la fruizione del pubblico italiano.

Comunicato stampa

UBALDO BARTOLINI
MY ARCADIA
a cura di Luca Tommasi
21 marzo – 17 aprile 2026
Inaugurazione: sabato 21 marzo, ore 17,30
L’ Istituto Italiano di Cultura di Londra ha ospitato nella propria esclusiva sede di Belgrave Square la mostra personale di Ubaldo Bartolini My Arcadia dal 14 ottobre al 19 novembre 2025, tributando un omaggio all’artista che è presente con tre importanti opere nella collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a Roma.
In un percorso di 12 opere ad olio su tela appositamente create per l’evento londinese, si è celebrata così sul suolo britannico la pittura del grande artista marchigiano che, nato a Montappone (Ascoli Piceno) nel 1944, è stato uno dei fondatori della corrente denominata da Maurizio Calvesi “Anacronismo”, insieme con Carlo Maria Mariani, Alberto Abate, Stefano Di Stasio e altri.
Luca Tommasi intende ricreare negli spazi della galleria milanese di Via Cola Montano, 40 l’installazione ospitata nel salone vittoriano dell’Istituto Italiano di Londra, esponendo le medesime opere per la fruizione del pubblico italiano.
Il titolo della mostra segnala l’interessante relazione fra la pittura di Bartolini e quella arcadica inglese che si sviluppò a partire dal XVIII secolo con rappresentazioni di paesaggi naturali idilliaci, in autori quali Thomas Gainsborough e John Constable. Se nei pittori inglesi di quella generazione si mirava a idealizzare la bellezza della vita semplice e bucolica in opposizione a quella urbana, l’Arcadia di Bartolini restituisce un luogo della fantasia senza nulla di realistico, un paesaggio senza paese, una rielaborazione culturale che trasforma lo stereotipo in archetipo.
“Il lavoro”, dice Bartolini, “non segue un percorso temporale ma la sua narrazione insiste nello stesso punto topico, quasi come se fosse uno sviluppo senza crescita, un significante senza significato”. Così affermando, l’artista nega qualsiasi forma di realismo ma anche di idealismo, perseguendo una concezione mentale del paesaggio che non può mai essere di retroguardia.
In circa 60 anni di attività, l’artista ha percorso quelle tappe significative che lo hanno condotto dalle prime esperienze concettuali a una ristrutturazione del concetto di paesaggio che, muovendo dalle esperienze classiche, ha perso via via i connotati realistici per diventare rappresentazione di pure istanze interiori.
Ubaldo Bartolini, nato nel 1944 a Montappone (AP), debutta nel 1972 alla Galleria Arte Studio di Macerata. Ha esposto le sue opere in oltre 70 mostre personali e collettive in gallerie e musei di tutto il mondo. Ha partecipato alla Sezione aperto della Biennale di Venezia del 1982 e ha avuto una sala personale nell’edizione del 1984 con la curatela di Maurizio Calvesi. È stato inserito nella mostra “A new Romanticism”, a cura di H. Fox, all’ Hirshhorn Museum di Washington DC (USA) nel 1985 e l’anno successivo ha esposto da Marisa del Re a New York, dove tornerà nel 1995 per esporre da Annina Nosei. Viene invitato alle Quadriennali romane del 1985 e 1999 ed è stato inserito nella collettiva “Novecento, arte e storia in Italia”, ospitata nel 2000/2001 presso le Scuderie papali del Quirinale.