Gabriel Sierra – Pensieri belli
Secondo l’artista materia e spazio non sono elementi opposti, ma stati diversi appartenenti alla stessa sfera. I confini, fisici o immaginari, non sono linee, sono piuttosto soglie intricate a formare il mondo.
Comunicato stampa
La Galleria Franco Noero ha il piacere di presentare la seconda personale di Gabriel Sierra, PENSIERI BELLI, negli spazi di via Mottalciata 10/B a Torino.
Secondo l’artista materia e spazio non sono elementi opposti, ma stati diversi appartenenti alla stessa sfera. I confini, fisici o immaginari, non sono linee, sono piuttosto soglie intricate a formare il mondo.
La relazione globale tra le cose e lo spazio produce il complesso fenomeno percettivo noto come atmosfera.
Il titolo della mostra fa riferimento ad un'opera specifica, un gruppo di lettere realizzate con carta vetrata ritagliata, fissate a parete con dei chiodi a formare la frase “Pensieri Belli”.
Queste due parole possono suggerire concetti diversi, possibilità, sviluppo, ma in una particolare accezione possono riferirsi all'idea di creazione, creazione come puro ottimismo. L’ottimismo come una sorta di sentimento astratto interiore, raro e trascendentale, che affronta il caos e l'incertezza.
La questione in questo caso sembra essere come tradurre questi sentimenti in qualcosa di una forma predeterminata, o in cose che resistano alla loro definizione più diretta. Sulle pareti della sala centrale della galleria una proiezione luminosa astratta richiama i colori di un tramonto, realizzata con fari antinebbia disposti su una barra metallica orizzontale, montata a sua volta su una bicicletta e collegata ad una batteria. Quello che appare è un’ambientazione che crea un momento particolare, un’atmosfera, un’emozione o un semplice ricordo del passato, facendoci riflettere su come l’impressione che si ha degli oggetti, del colore e della temperatura possa rappresentare la nostalgia di un tempo passato.
A prima vista possono sembrare un arazzo o ricordare la consistenza tattile del feltro, però più dura e abrasiva. Un gruppo di opere è infatti realizzato con carta vetrata industriale ripiegata verso l’interno in modo da creare forme astratte morbide e sinuose, appese alle pareti opposte alle finestre a nastro su Via Mottalciata.
Altrove negli spazi della galleria, e come spesso accade nel suo lavoro, l’artista cerca di rappresentare la misteriosa energia del cosmo, in particolare del sole, con una varietà di risorse, oggetti, luci, vernici colorate, frutti, minerali.
L’incommensurabile radiazione del sole si racchiude in
un limone, in una lampadina, nella rappresentazione della natura in modo artificiale.