Josep Maynou & Bianca Millan

Informazioni Evento

Luogo
UNA + CASTIGLIONI
Via Lazzaro Palazzi, 3, Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

mercoledì – venerdì 15:00–19:00;
sabato 12:00–18:00 e su appuntamento
UNA + CASTIGLIONI, via Lazzaro Palazzi 3 Milano citofono 1001

Vernissage
19/03/2026

ore 17

Artisti
Josep Maynou, Bianca Millan
Generi
arte contemporanea, doppia personale

UNA e CASTIGLIONI sono lieti di annunciare Coming Soon, una mostra congiunta nella sede di via Lazzaro Palazzi 3 a Milano, con opere di Josep Maynou (1980, Barcellona), presentato da UNA, in dialogo con Bianca Millan (1992, Milano), presentata da CASTIGLIONI.

Comunicato stampa

UNA e CASTIGLIONI sono lieti di annunciare Coming Soon, una mostra congiunta nella sede di via Lazzaro Palazzi 3 a Milano, con opere di Josep Maynou (*1980, Barcellona), presentato da UNA, in dialogo con Bianca Millan (*1992, Milano), presentata da CASTIGLIONI.

Come suggerisce il titolo, la mostra indaga il rapporto tra realtà e finzione, dando spazio a narrazioni più o meno inventate, in cui i confini tra ciò che è reale e ciò che è immaginario si dissolvono.

Snodandosi tra pratica performativa e utilizzo di oggetti quotidiani, Josep Maynou propone una forma di narrazione contemporanea, una visione immaginaria della vita di ogni giorno raccontata attraverso l’ironia dei suoi oggetti. Come un diario, questi elementi raccontano un momento specifico, narrando una storia individuale e collettiva. In mostra Maynou presenta una serie dei suoi Movie Posters. La dimensione collaborativa della sua pratica è centrale in questi lavori: realizzati durante i suoi viaggi e in dialogo con artisti e amici, i poster sono un archivio di locandine di film mai realizzati. Maynou condivide le trame con i collaboratori invitati, che sono liberi di interpretare le storie come desiderano, aggiungendo nuovi livelli, sfumature e contenuti inattesi a ciascun “film” attraverso il proprio linguaggio visivo. Grazie a questo processo, le opere realizzate dipendono dal contesto, dallo scambio e dalla progressiva costruzione di relazioni all’interno di una comunità, elementi fondamentali nella pratica di Maynou. Titoli come Gladiator, Morocco Stories, Wet Suit Couture e Le Chat qui fume riflettono gli spostamenti dell’artista, gli incontri e le esperienze vissute. Come molti dei suoi oggetti e props, queste locandine sono spesso protagoniste delle performance di Maynou, che, improvvisando in stretto contatto con il pubblico, diventa uno storyteller contemporaneo. Ascoltando Maynou, affiorano alla memoria le fiabe raccontate prima di addormentarsi o le storie narrate da genitori e nonni; si scivola così in uno spazio sospeso, dove diventa difficile distinguere il momento in cui la realtà si dissolve e la finzione prende forma.

I poster di Maynou dialogano con l’opera installativa A Good Year / Musical Chairs di Bianca Millan. L’opera nasce dall'intersezione tra ricerca artistica e lavoro creativo, esplorando le infrastrutture invisibili che sostengono entrambi. Scultura, performance e suono si combinano per rendere tangibile ciò che normalmente sfugge alla rappresentazione: lo stato psicofisico, il flusso ininterrotto di comunicazioni, la logistica sommersa del fare creativo. L'opera funziona come un dispositivo di trasmissione in tempo reale. L'artista, fisicamente altrove per tutta la durata della mostra, continua a lavorare mentre la sua voce, i suoi file e le sue comunicazioni quotidiane entrano nello spazio espositivo come materiale artistico. Il copione che il pubblico incontra si costruisce giorno per giorno, dall'opening alla chiusura: un archivio che cresce in diretta, incompleto per definizione. Sotto la superficie, letteralmente, anni di appunti e annotazioni incisi nel legno. Ciò che sembra industriale è costruito a mano. Ciò che sembra assente è ovunque. Il lavoro di Bianca Millan si muove costantemente tra presenza e assenza, tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto nei margini della produzione. Nella sua pratica, l'archivio non è mai solo memoria: è materia viva, un flusso continuo di dati, voci e annotazioni che si stratificano nel tempo e nello spazio.

Inaugurazione Giovedì 19 Marzo 17:00 - 20:30
Mostra 20 Marzo - 9 Maggio 2026
Orari di apertura: mercoledì – venerdì 15:00–19:00;
sabato 12:00–18:00 e su appuntamento
UNA + CASTIGLIONI, via Lazzaro Palazzi 3 Milano citofono 1001

Josep Maynou (1980, Barcellona) ha studiato Arte all’Università di Barcellona, Porto e alla Middlesex University di Londra. Tra le sue mostre personali si segnalano: Punto Dulce, Bombon+Crisis, Madrid (2026); Post Pollution, Amsterdam (2025); Se non ti piace cambialo, Spazio Leonardo Milan (2024); Chuletas, Bombon Projects, Barcellona (2023); Point of Light Papitu, Centro Párraga, Murcia , a cura di Samuel Leuenberger (2022); Self Bazar, UNA, Piacenza (2021); This must be the place, L+S Projects, Porto (2020); 13, Idealfrühstück, Parigi (2019); LE LUCKY, HVW8, Berlino (2019); The Return of the Junker. JM2000, Bombon projects, Barcellona (2019); Populaire, Lehman&Silva, Porto (2019); Thing1, Thing2, Broken Dimanche, Berlino (2017); Things: To do, Beverly’s, NYC (2017) or The Ninja from Marrackech, Galerie Suvi Lehtinen, Berlino (2015). Tra le mostre collettive a cui ha partecipato: MAC Matarò, ES; Fondation CAB Brussels; Ring Ring Ring, Pal Project, Paris; In Praise of Boredom, BWA Warszawa,Poland ; F.I.R.E. - Flames In Readymade Entertainment. Longtermhandstand, Budapest (HU).Worlds Within Worlds. Curated by Jelena Tamindzija Donnart, KUNSTHALLE - CCA Andratx, Andratx (ES); MOMAD Museum of Modern Art Dubrovnik, Dubrovnik (HR) and Prsten Gallery - HDLU Croatian Association of Fine Artists, Zagreb (HR), Ya Laytani-I Wish. Curated by Peter Bencze & Réka Lörincz, Salalah (OM), THIS MUST BE THE PLACE. Curated by Sofia Lemos, L+S Projects, Porto; Telephone. OGR, Turin; Textus ex Machina. Cu, aqb PROJECT SPACE, Budapest; Hunter of World, Salts, Basel; Supersimetrica, Matadero, Madrid; A Lovers Discord, Moca, London. Le sue performance più recenti includono: ONE NIGHT DANCE, SPACED OUT x PSM Gallery, Brandenburg; ENSEMBLE, survivre maintenant, Palais de Tokyo, Parigi; TIME, The Institute for Endotic Research, Berlino; Pane Per Poveri, Laatrac, Atene; Making Public Program, Fundació Tapies, Barcellona. Tra le sue collezioni pubbliche si segnala il MACBA- Museo di Arte Contemporanea di Barcellona.

Bianca Millan (*1992, Milano) ha studiato Belle Arti alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam (2022), alla LungA Art School in Islanda (2018) e ha conseguito una laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano (2014). Nel 2025 ha inaugurato BLU, un artist-run-space a Milan, piattaforma per lo sviluppo della sua ricerca artistica, attraverso l’invito rivolto altri artisti per brevi mostre, residenze e performance. Tra le sue mostre personali: Snow Globe, Ventana Project, Berlino (2026); STAGE BREGENZ, CASTIGLIONI, solo booth, Bregenz (2025); Hunt Treasure Soundwalk x CANADIAN, Miniera, performance, Roma (2024); Blue Traces / Sonic Gates con Nicola Ratti per POUSH / Portes Ouvertes I/II/III/!, performance, Parigi (2024); CASTIGLIONI, Beam Me Up, mostra personale, Milano (2024); POUSH, Blue Traces Playlist From Paris to Paris, performance con Hector Cavallaro, Parigi (2023); MINIERA, Blue Traces x Rome, Studio 33, performance dal vivo e presentazione, Roma (2021); DELAY #2, Spazio Mensa, Roma (2021). Tra le mostre collettive a cui ha partecipato: Almost Blue, a cura di Manos, Milano / São Paulo / Tokyo (2026); Areoporto, a cura di Castiglioni e Thomaz Rosa, São Paulo, Brasile (2024); Ambientalism Without Politics is Gardening, a cura di Erica Petrillo, ADI Design Museum, Milano (2023); Portal U1 #01–#05, a cura di OMUAMUA Legacy, Milano (2021); DarkHawaii, a cura di Omuamua Legacy, Milano (2020); 5° Internet Pavilion, 57ª Biennale di Venezia, a cura di Miltos Manetas, Venezia (2019); Blue Traces per Towards a Computational Existence di Miltos Manetas, MAXXI Museo, Roma (2019).