Bruno Contenotte & Renato Volpini – Flusso Cosmologico

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIA ALLEGRA RAVIZZA
Piazza Cioccaro 11, Lugano, Switzerland
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
17/03/2026

ore 17,30

Artisti
Nanda Vigo, Bruno Contenotte, Renato Volpini
Generi
arte contemporanea, personale

“Flusso Cosmologico”, un’indagine linguistica inserita nel contesto cosmico-fantascientifico di Bruno Contenotte e Renato Volpini, accompagnati da due lavori di Nanda Vigo -cara amica di quest’ultimo.

Comunicato stampa

Galleria Allegra Ravizza è lieta di presentare la mostra “Flusso Cosmologico”, un’indagine linguistica inserita nel contesto cosmico-fantascientifico di Bruno Contenotte e Renato Volpini, accompagnati da due lavori di Nanda Vigo -cara amica di quest’ultimo-, che inaugurerà martedì 17 marzo nella sede luganese in Piazza Cioccaro 11 (II piano).

Unici nel loro genere e accomunati da una spiccata inventiva e da una fervida creatività, Bruno Contenotte (1922-1992) e Renato Volpini (1934-2017) guardarono ai linguaggi a loro contemporanei e all’utilizzo di nuovi materiali in modo dinamico e vivace, superando le tecniche artistiche tradizionali in favore di uno sperimentalismo espressivo, dialettico e tecnologico.

A partire dagli anni Sessanta, scardinando i paradigmi della pittura moderna, Bruno Contenotte, simile ad un alchimista, sceglie di esprimersi attraverso materie sintetiche inusuali di fabbricazione industriale come poliesteri, espansopoli e siliconi che, opportunatamente trattati con fuoco, acidi speciali e reagenti chimici, vengono fissati su resinflex o jute a creare suggestioni fantascientifiche e immagini metafisiche. Nacque così un repertorio unico di immagini planetarie e spaziali (allora sconosciute e ancora solo immaginabili) e sembianze di luoghi ignoti e misteriosi in cui emerge la verità poetica che l’artista possiede del cosmo.

Nello stesso periodo durante un soggiorno a Panarea, Renato Volpini, napoletano di nascita e urbinate di formazione, assiste ad un evento che ossessionò per sempre la sua vita e la sua ricerca artistica: nel 1961 scorge sopra l’orizzonte del mare una macchina spaziale. Quell’avvistamento segnò indelebilmente il suo lavoro, già improntato sulla ricerca e sul movimento, che da quel momento virò verso un’indagine dell’Altrove e l’immaginazione di quelle stesse rotte celesti che la scienza stava ancora progettando di percorrere.

Transitando dalla pittura alla scultura, dalle acqueforti e acquetinte alle sperimentazioni incisorie, dal disegno alla stampa elettronica, Volpini, simile ad un architetto, assembla su questi supporti dei collages polimaterici generando sagome fantascientifiche dai colori vivaci che uniscono l’aspetto meccanomorfo delle astronavi all’intelligenza sensibile dell’essere vivente. Nascono così delle figurazioni surreali e oniriche in cui l’elemento meccanico e i suoi congegni spaziali prendono vita fino alla personificazione, inglobando la soggettività dell’immaginario collettivo e l’oggettività della macchina.

Audaci sperimentatori e anticonformisti, Bruno Contenotte e Renato Volpini non permettono di essere etichettati o incasellati in alcun movimento artistico, fluttuando tra l’astrattismo e il naturalismo.

Dal lavoro di entrambi gli artisti emerge infatti una visione cosmico-spaziale rielaborata attraverso un’intenzionalità non banalmente riproduttrice ma innovatrice e trasfiguratrice, lontana da uno sperimentalismo fine a se stesso. Le tele di Contenotte (anche denominate MQI, ossia Metafisica Quantica Immagini) ritraggono infatti metafisiche immaginarie -e dunque fantascientifiche- che evitano ogni richiamo alla scienza o ai mass-media, preferendo ad esse delle rappresentazioni di possibilità cosmiche e verità planetarie ancora sconosciute e inesperibili. Allo stesso modo, anche il lavoro di Renato Volpini, sebbene maggiormente influenzato dalla Pop Art nell’aspetto e nell’estetica, sfugge dalla semplice mitizzazione e massificazione dell’oggetto a favore di una rappresentazione personale e al contempo intersoggettiva in cui creatività artistica e sperimentazione tecnologica si relazionano per generare un marchingegno sapiente e di coscienza.

Mantenendo come punto di partenza il fenomeno fisico e meccanico, sia Contenotte che Volpini inseriscono nella propria visione strutturale l’elemento della coscienza e della percezione, superando la visione meccanicistica della realtà e suggerendo un universo di interconnessioni profonde. L’artista dunque, ponendosi come osservatore dinamico della natura fisica, partecipa attivamente alla definizione della realtà creando un campo di possibilità interplanetarie.

In mostra si susseguiranno dunque macchine spaziali volpiniane e immagini cosmico-metafisiche di Contenotte in un dialogo caratterizzato da eterogeneità dei medium, dinamismo e brillantezza cromatica. Entrambi gli artisti infatti sfruttano la forza cromatica e la risposta psicosensoriale dell’essere umano per creare dinamicità e movimento: se da una parte l’arte di Bruno Contenotte è un continuo fluire o una sua rappresentazione illusionistica -come scrisse il critico Restany: “Basta abbracciare con lo stesso colpo d’occhio tutta una serie di immagini della metafisica quantica perché il film della metamorfosi si ricomponga”-, dall’altra i congegni cosmici di Volpini simboleggiano il flusso del divenire, la metamorfosi, evocando un veleggiare senza gravità verso l’Altrove.
Questi elementi e il loro fluire generano opere che si estendono nel tempo e nello spazio.

Ad accompagnare i dipinti di Contenotte e i collages di Volpini ci sono due lavori di Nanda Vigo (1936-2020), regina della luce, che al cosmo e all’universo si è sempre ispirata. Con i suoi Cronotopo, l’artista crea un oggetto-simbolo capace di deformare lo spazio e il tempo, stimolando lo spettatore a raggiungere un ambiente “altro”, un mondo distante e intelligibile o una dimensione superiore.

“Flusso Cosmologico” vuole essere un percorso espositivo che trasforma l’osservazione in un viaggio cosmico in cui spazio e tempo, uomo e macchina, materia e coscienza si intrecciano in un continuo flusso del divenire.

La mostra resterà visitabile fino a venerdì 24 luglio 2026 su appuntamento ([email protected]).

Mostra ideata da Beatrice Zanello in collaborazione con Archivio Renato Volpini, Milano, e Archivio Nanda Vigo, Milano.

Galleria Allegra Ravizza is pleased to present the exhibition “Cosmological Flow”, a linguistic investigation set within the cosmic science-fiction context of Bruno Contenotte and Renato Volpini, accompanied by two works by Nanda Vigo— a dear friend of the latter—opening on Tuesday, March 17 at the Lugano venue in Piazza Cioccaro 11 (2nd floor).

Unique in their kind and united by marked inventiveness and fervent creativity, Bruno Contenotte (1922–1992) and Renato Volpini (1934–2017) engaged dynamically and vividly with the contemporary artistic languages of their time and with the use of new materials, surpassing traditional artistic techniques in favor of expressive, dialectical, and technological experimentation.

Beginning in the 1960s, dismantling the paradigms of modern painting, Bruno Contenotte—like an alchemist—chose to express himself through unusual synthetic, industrially manufactured materials such as polyesters, expanded polyurethane foams, and silicones. Appropriately treated with fire, special acids, and chemical reagents, these materials were fixed onto resinflex or jute to create science-fiction suggestions and metaphysical images. Thus was born a unique repertoire of planetary and spatial imagery (then unknown and still only imaginable), along with likenesses of mysterious and unexplored places in which the poetic truth the artist possessed of the cosmos emerges.

During the same period, while staying in Panarea, Renato Volpini—Neapolitan by birth and trained in Urbino—witnessed an event that would forever obsess his life and artistic research: in 1961 he glimpsed a spacecraft above the sea’s horizon. That sighting indelibly marked his work, already focused on research and movement, which from that moment turned toward an investigation of the Elsewhere and the imagining of those very celestial routes that science was still planning to traverse.

Moving from painting to sculpture, from etchings and aquatints to experimental engraving techniques, from drawing to electronic printing, Volpini—like an architect—assembled polymaterial collages on these supports, generating science-fiction silhouettes in vivid colors that combine the mechanomorphic aspect of spacecraft with the sensitive intelligence of living beings. Thus emerged surreal and dreamlike figurations in which the mechanical element and its spatial devices come to life to the point of personification, incorporating the subjectivity of the collective imagination and the objectivity of the machine.

Bold experimenters and nonconformists, Bruno Contenotte and Renato Volpini resist categorization or confinement within any artistic movement, fluctuating between abstractionism and naturalism.

From the work of both artists emerges a cosmic-spatial vision reworked through an intentionality that is not merely reproductive but innovative and transformative, far removed from experimentation for its own sake. Contenotte’s canvases (also referred to as MQI, or Metaphysical Quantum Images) depict imaginary—and thus science-fiction—metaphysics that avoid references to science or mass media, instead favoring representations of cosmic possibilities and planetary truths still unknown and unexperienceable. Likewise, Renato Volpini’s work, although more visibly influenced in appearance and aesthetics by Pop Art, escapes the simple mythologization and massification of the object in favor of a personal yet intersubjective representation in which artistic creativity and technological experimentation interact to generate a conscious and skillful mechanism.

Taking physical and mechanical phenomena as their starting point, both Contenotte and Volpini incorporate the element of consciousness and perception into their structural vision, overcoming a mechanistic view of reality and suggesting a universe of profound interconnections. The artist, positioning himself as a dynamic observer of physical nature, actively participates in defining reality, creating a field of interplanetary possibilities.

The exhibition will thus feature Volpini’s space machines alongside Contenotte’s cosmic-metaphysical images in a dialogue characterized by heterogeneity of media, dynamism, and chromatic brilliance. Both artists harness the power of color and the human psycho-sensory response to create dynamism and movement: if, on the one hand, Bruno Contenotte’s art is a continuous flow—or its illusionistic representation—as the critic Restany wrote, “It is enough to embrace with a single glance an entire series of images of quantum metaphysics for the film of metamorphosis to recompose itself,” on the other hand, Volpini’s cosmic devices symbolize the flow of becoming, metamorphosis, evoking a gravity-free sailing toward the Elsewhere. These elements and their flowing generate works that extend through time and space.

Accompanying Contenotte’s paintings and Volpini’s collages are two works by Nanda Vigo (1936–2020), queen of light, who always drew inspiration from the cosmos and the universe. With her Cronotopo, the artist creates a symbolic object capable of deforming space and time, stimulating the viewer to reach an “other” environment, a distant and intelligible world, or a higher dimension.

“Cosmological Flow” aims to be an exhibition path that transforms observation into a cosmic journey in which space and time, man and machine, matter and consciousness intertwine in a continuous flow of becoming.

The exhibition will remain open until Friday, July 24, 2026, by appointment ([email protected]).

Exhibition conceived by Beatrice Zanello in collaboration with Archivio Renato Volpini, Milan, and Archivio Nanda Vigo, Milan.