C’è un’app che mette in contatto artisti, creativi e imprese tra Europa e Stati Uniti

Si chiama LYNQ ed è già diffusa tra le principali capitali dell’occidente la piattaforma curatoriale che ambisce a colmare il vuoto relazionale che c’è nel paesaggio digitale contemporaneo

Nella società contemporanea la densità di stimoli non coincide più con la possibilità dell’incontro. Si attraversano quartieri, eventi, spazi culturali e città intere senza che ciò produca necessariamente relazioni. È proprio da qui nasce LYNQ, una piattaforma pensata come infrastruttura relazionale per chi lavora in ambito culturale.

L’app LYNQ che mette in contatto artisti, creativi e imprese

LYNQ si descrive come una curata casa globale: un ambiente digitale che mette in relazione artisti, creativi e imprenditori attraverso un sistema selettivo, costruito per favorire scambi reali e duraturi. Non visibilità fine a sé stessa, non autopromozione, né intrattenimento dettato da un algoritmo. Piuttosto, un luogo in cui il digitale torna a essere uno strumento per abilitare incontri nel mondo fisico.

La rete globale di LYNQ

Lanciata meno di un anno fa, LYNQ conta già oltre 20.000 membri distribuiti soprattutto tra Europa e Stati Uniti, con una presenza significativa in città come Londra, Berlino, Parigi, Milano, New York e Düsseldorf: la piattaforma si radica dove esistono ecosistemi culturali complessi, attraversati da una naturale osmosi tra produzione artistica, industria creativa e iniziativa imprenditoriale. I membri condividono progetti, lavori in corso, idee, ma segnalano anche eventi e partecipano ai Circles, gruppi tematici curati che spaziano dall’arte al design, dalla moda al cinema, dalla musica alla tecnologia. Da qui nascono conversazioni, collaborazioni e talvolta incontri spontanei nella vita reale.

Chi c’è dietro LYNQ e la sua comunità 

La direzione è affidata a Marcel Vandieken, artista di formazione, con un passato alla guida di un’agenzia digitale sostenuta da private equity e oggi managing partner di una delle società di consulenza strategica e tecnologica in più rapida crescita in Europa. Alla base del progetto, poi, c’è un team ridotto e altamente focalizzato, che utilizza l’intelligenza artificiale come supporto operativo. Una scelta che consente di mantenere una scala umana contro i modelli estrattivi delle grandi piattaforme digitali. E la comunità che ne deriva è eterogenea: artisti, collezionisti, stilisti, attori, danzatori, musicisti, imprenditori, creativi dell’advertising e dei media. A unirli non è lo status, ma una disposizione condivisa all’ascolto, alla curiosità e allo scambio.

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Redazione

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