Grazie dei fior
Grazie dei fior è la mostra che si aprirà l’8 marzo alla Galleria MEVannucci. Nasce dal desiderio di tornare a guardare la natura nella sua presenza più immediata e vitale — nei colori, nella luce, nelle materie e nelle sensazioni che sa evocare — lasciando agli artisti il compito di restituirne interpretazioni personali e sensibili.
Comunicato stampa
Grazie dei fior è la mostra che si aprirà l’8 marzo alla Galleria MEVannucci. Nasce dal desiderio di tornare a guardare la natura nella sua presenza più immediata e vitale — nei colori, nella luce, nelle materie e nelle sensazioni che sa evocare — lasciando agli artisti il compito di restituirne interpretazioni personali e sensibili. Un invito a soffermarsi, a osservare con attenzione e a ritrovare, attraverso l’arte, un rapporto diretto e concreto con ciò che ci circonda.
Il percorso espositivo riunisce le opere di Paolo Fabiani, Fabrizio Corneli, Vittorio Corsini, Roberto Orlando, Erika Pellicci, Mohsen Baghernejad Moghanjooghi e Sandra Tomboloni, mettendo in evidenza approcci, linguaggi e soluzioni differenti attorno a uno stesso ambito tematico.
La mostra, accompagnata da un testo di Stefania Gori, si configura come un’occasione di confronto, aperta alla costruzione di una possibile lettura condivisa del presente.
Grazie dei fior rappresenta anche un saluto alla primavera, un messaggio di fiducia in un tempo segnato da divisioni e conflitti.
Paolo Fabiani (Montevarchi, 1962). Diplomato all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1985. Per la personale alla galleria Carini di Firenze nel 1989 espone i suoi primi quadri a soffio, alberi e cieli. Attraverso una cannula il pneuma arriva al colore e lo indirizza. Successivamente combina a quei dipinti delle piccole sculture in argilla cruda, ceramica o gesso. Nel 1996 è invitato da Francesco Bonami al National Museum of Contemporary Art di Seul per la mostra Tradition & Innovation, Italian Art of Last 60 Years. Nel 2005 presenta Place, un'installazione ambientale realizzata per Pitti Immagine alla Fortezza da Basso di Firenze. Nel 2016 Rossella Del Sere e Paolo Fabiani sono ideatori del progetto Stand Up For Africa, arte contemporanea per i diritti umani, piattaforma che coinvolge giovani artisti di base in Toscana e richiedenti asilo africani. È del 2022 la personale I Sette Samurai, a cura di Pietro Gaglianò, alla galleria ME Vannucci e del 2023 Persone e palazzi_ A2#1_ Paolo Fabiani-Marco Neri a cura di Pietro Gaglianò.
Erika Pellicci (Barga, Lucca, 1992), vive e lavora in Toscana. Si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze per poi conseguire il biennio in Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2020.
Erika Pellicci è un'artista visiva la cui pratica si concentra sull'uso del corpo come forma in trasformazione, dispositivo sensibile con cui attivare narrazioni che oscillano tra mito, leggenda e realtà. Attraverso fotografia, video e azione performativa, costruisce un linguaggio simbolico e stratificato, dove la propria figura in cambiamento diventa medium per esplorare i confini tra realtà e immaginazione nel quotidiano. La sua ricerca si radica in una tensione costante tra appartenenza e dissoluzione, intimità e collettività.
Tra le mostre personali si ricordano: ”I was made for lovin´you", Kappa Noun, Bologna, 2024; "Il luogo di origine”, Museo Etrusco di Murlo (SI), 2024; “Qui sempre. Qui Forse. Qui mai.”, Hidden Gallery, Praga, 2022; progetto speciale per NH Collection, Torino, 2022.
Ha partecipato a mostre collettive, residenze e premi tra cui si ricordano: il “Premio Spada Partners 2024” vinto in occasione “The Phair”, Photo Art fair a Torino; la partecipazione alla Biennale Giovani, Villa Reale di Monza nel 2023; la mostra “New talents 2021”, Kommunnale Galerie, a Berlino; la partecipazione come finalista al Premio Città di Treviglio nel 2020; “SEXXX&POP”, Fabbrica del Vapore, a cura di Pier Giorgio Carizzoni, Milano, 2020; “By the sea, we will breathe”, a cura di Li Haixu, Lishui Photography Festival, Lishui, China, 2019; Vincitrice del International Photography Festival Award “Young Photographer” of Pingyao, Photo Festival 2019, Pingyao, China; “La via della Cina: Il gioco dei gesti”, a cura di Filippo Maggia e Dryphoto Arte Contemporanea, presentato al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, Italy e al MACRO di Roma nel 2018. Ha partecipato inoltre a due mostre collettive alla galleria ME Vannucci nel 2021 e nel 2023. Nel 2026 “mi piacerebbe rimanere qui un po' più a lungo” la prima mostra personale alla galleria ME Vannucci.
Sandra Tomboloni
In Sandra Tomboloni (Pelago, 1961), opera e biografia spesso coincidono e si sovrappongono: si ammala presto di anoressia, malattia con la quale convive. Sarà un materiale come il pongo a caratterizzare il suo percorso artistico, materia attraverso la quale, dopo le prima tele informali - in cui la figura era assente e quasi annientata - la figurazione prende progressivamente corpo. Il pongo è materia e colore, allo stesso momento, e trasmette tutto il senso di fragilità e precarietà caratteristici dell'opera dell'artista.
Tra le principali mostre personali: 2025 L’illusione della vita - Sandra Tomboloni - Jose Mesias; 2020, La fragilità degli ospiti, a cura di Serena Becagli, Galleria Vannucci, Pistoia; 2014, Orfani, Galleria Vannucci, Pistoia; 2013 Homeless#2013, Casa Rossa, Pontassieve (FI); 2011,Trasmigrazioni, Galleria Biagiotti, Firenze; 2010, Prezzemolina, a cura di Stefania Gori, La Smilea, Montale, (PT); 2010, Contrasted-Materia Instabile, Sandra Tomboloni/ Virgina Lopez, a cura di Matilde Puleo, Palazzo Comunale, Arezzo; 2005, Between and Underneath, Goldonetta, Firenze; 2004, Lost and Found, HVCCA, Peekskill, New York; 2000, Mostra-Laboratorio, Museo Pecci, Prato, 2000; 1999, Me, Io, Jeg, con Elizabeth Peyton e Lene Vearing, Salzau (Kiel), Festival di Teatro, Todi; 1999, Bu, Pinocchio, con Gianluigi Toccafondo, Palazzo delle Papesse, Siena; 1997, Generazioni/1, con Luca Caccioni e Giovanni Manfredini, Palazzina dei Giardini, Modena; 1997, Storia di un pulcino o due, Galleria Studio La Città, Verona; 1995-1995, Mostra personale, Galleria Gentili, Firenze.
Tra le principali mostre collettive: 2024, Colorescenze. Artiste, Toscana, Futuro, a cura di Stefano Collicelli Cagol e Elena Magini, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; 2021, Paesaggi Personali, a cura di Serena Becagli, Galleria ME Vannucci, Pistoia; 2020, Bambini per sempre! Infanzia e illustrazione nell'arte del primo Novecento, a cura di Arabella Natalini e Nadia Marchioni, Museo degli Innocenti, Firenze; 2019, «E p h e m e r a – Ε φ ή μ ε ρ α», a cura di Friederike Schmid, White Space Black Box, Neuchâtel, Svizzera; 2018, LET'S TWIST AGAIN, con Luca Caccioni, Fabrizio Corneli, Vittorio Corsini, Franco Guerzoni, Michelangelo Pistoletto, Pino Spagnulo, Giovanni Termini, Sandra Tomboloni, Giuliano Tomaino, Galleria Vannucci, Pistoia; 2018, Stereo Love Seats, Marc Straus Gallery, New York; 2018, De Scultura, a cura di Cristiana Collu e Saretto Cincinelli, Casa Masaccio Centro per l'Arte Contemporanea, San Giovanni Valdarno (AR) (artisti in mostra: Emanuele Becheri, Paolo Fabiani, Michel Frere, Anton Raphael Mafai, Arturo Martini, Davide Rivalta, Medardo Rosso, Sandra Tomboloni); 2013, Borderline, Artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall'Art Brut a Basquiat, MAR, Ravenna; 2008, Italian Genius, Now, mostra itinerante del Museo Pecci di Prato nei musei d'arte contemporanea in Asia, 2008-2007; 2007, Revenge, Hudson Valley Center for Contemporary Art, Peekskill, New York; 2006, Tattile-Duttile, Galleria VM21, Roma; 2005, Minyonies, a cura di Maria Luisa Frisa e Giuliana Altea, Alghero; 2004, A.I. 20 artiste italiane nel XX secolo, a cura di Elena Lazzarini e Pier Paolo Pancotto, Palazzo Mediceo Seravezza, (Lu); 2004, Collezione Permanente, a cura di Samuel Fuyumi Namioka, Museo Pecci, Prato, 2004; 2003, Not in New York- Emerging European Artists, a cura di Marc Straus, Stux Gallery, New York; 2003, Imagerie Art Fashion, a cura di Maria Campitelli, Musei del Canal Grande, Trieste; 2003, Giovani Artisti Italiani, Premio Maretti, a cura di Roberto Daolio, Silvia Grandi, Maura Pozzati, GAM, Bologna; 2003, Rotte Metropolitane, a cura di Daria Filardo, Orto Botanico, Firenze; 2002, Continuità. Arte in Toscana 1990-2000, a cura di Jean-Christophe Amman, Museo Pecci, Prato; 2000, La Fenice et des artistes, concorso per artisti contemporanei promosso da Hotel La Fenice, a cura di Maura Pozzati, Hotel La Fenice, Venezia; 1998, Artisti italiani in Kiel, Staadt GALLERIE, KIEL, a cura di Edoardo Di Mauro e L. Von Amelunxen; 1997, Onomatopea, a cura di Antony Iannacci, Galleria Studio La Città, Verona; 1997, Collaborazione con la compagnia Virgilio Sieni Danza allo spettacolo Quartetto sul vento, variazioni sull'identico, Teatro Metastasio, Prato; 1997, Realizzazione dell'opera in progress Il Piccolo Principe, a cura di Sergio Risaliti, all'interno del festival Fabbrica Europa, ex Stazione Leopolda Firenze; 1996, Realtà giovane XXX- VI Premio Suzzara, Galleria Civica d'arte contemporanea. (Vince il premio acquisto ex aequo con Caira, Botto&Bruno e Casolaro); 1996 LEONKART, a cura di Arcangelo, Centro Sociale Leoncavallo, Milano; 1995, Aperto Italia 1995, a cura di Francesco Bonami e Emanuela De Cecco, Trevi Flash art Museum, Trevi (Pg); 1994, Turbare il tempo, a cura di Saretto Cincinelli, Museo Archeologico di Firenze.
Roberto Orlando (Palermo, 1996) ha conseguito il diploma di secondo livello in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo nel 2021, ha intrapreso un percorso di ricerca che affianca la produzione artistica alla curatela indipendente e alla sperimentazione collettiva. Vive e lavora a Palermo, dove ha fondato, insieme ad altri artisti della sua generazione, Parentesi Tonde, un Artist Run Space dedicato a pratiche contemporanee italiane e internazionali. Parallelamente alla sua attività artistica, collabora con musei, collezioni e istituzioni culturali in qualità di allestitore e curatore tecnico, ed è responsabile della sede espositiva della Collezione Elenk’art a Palermo. Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre personali e collettive in Italia, tra cui Polluzione (Veniero Project, Palermo), BLUMENBETT (UNOBIS, Padova), Pinakothek’A (Fondazione Sant’Elia, Palermo), Situ Festival (Modica) e Winterausstellung (Palermo). Nel 2025 inizia un progetto di ricerca all'interno della collezione dell'orto Botanico di Padova e orto botanico di Firenze, Giardino dei Semplici, dal titolo manuale a cura di Mario Bronzino. È tra gli artisti di Generazione Sicilia per Gibellina Capitale Italiana della Cultura 2026.
Mohsen Baghernejad Moghanjooghi (Teheran 1988). Si forma all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, città dove vive e lavora. Si trasferisce in Italia nel 2011 dopo aver lavorato per cinque anni come assistente in uno studio di architettura nella sua città natale. Questa esperienza, insieme al lavoro da restauratore edile, lo avvicinano all’utilizzo di materiali edili quali malte cementizie, mattoni e pietra, e all’approfondimento del loro uso nelle civiltà del passato, come le malte a base di calce.
Lavora come textile designer per uno studio di Como dal 2013 fino al 2019; inizialmente è il mondo della moda ad affascinarlo e a portarlo in Italia. Nel 2017 fonda insieme ad altri 9 artisti il collettivo indipendente Bastione, luogo di scambio e di ricerca che promuove realtà artistiche contemporanee emergenti. Dal 2025 trasforma il progetto D’io Bio, nato durante la residenza Una Boccata d’Arte in Calabria, in una azienda agricola, volta alla ricerca e alla coltivazione dei funghi. Ha partecipato a mostre personali e collettive, nonché a residenze artistiche. Tra le sue attività recenti: Cellula, mostra personale, Galleria MEVannucci, Pistoia, 2025; Tanto per iniziare un discorso, doppia personale con Michelangelo Consani a ieddificio57, San Gimignano (SI), 2025; Respira e muta, Voga Art Project, Bari, 2024; D’io Bio (Una Boccata d’Arte, Santa Severina, Crotone, 2023); Summer Love – Welcome Home, mostra collettiva, Galleria ME Vannucci, Pistoia, 2023; PerPIRUZ, Associazione Bastione (Torino, 2022); Artist Residency, Manifattura Tabacchi, (Firenze, 2018).
Vittorio Corsini è nato nel 1956 a Cecina (Livorno), vive e lavora tra la Toscana e Milano.
È docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
La ricerca di Vittorio Corsini da sempre si concentra sul tema dell’abitare come archetipo mentale e come luogo in cui l’individuo si definisce e si realizza. Mediante sculture e installazioni, realizza una sorta di inventario visivo degli elementi dell’abitare domestico, assurgendo la casa a un’icona costante del suo lavoro.
Corsini fa della interazione con gli utenti uno dei punti cardini della sua poetica. Pone grande attenzione quindi all’arte pubblica di cui si cita il progetto che da molti anni conduce per la città di Peccioli. La sua poetica lo porta indistintamente ad utilizzare diversi medium: dal disegno alla scultura, dal vetro alla luce fino alle indagini sui social medium come per esempio nel progetto “lightmood”. Ha esposto in numerose gallerie e musei pubblici, il suo lavoro è presente in collezioni pubbliche e private. www.vittoriocorsini.com
Fabrizio Corneli è nato a Firenze nel 1958. Trascorre la sua infanzia tra Toscana e Umbria. Nel 1976 ha conseguito la laurea al “G. Galilei”, Liceo per gli studi scientifici a Siena.
In realtà, dovrebbe diventare un musicista (flauto trasversale) perché ha visitato il conservatorio di Firenze oltre alla sua carriera scolastica. Di sua sorpresa, ha deciso di studiare arte all'Accademia di Belle Arti di Firenze dove si è laureato nel 1980. Oltre al suo studio a Firenze, ha preso parte a corsi di Semiologia presso il DAMS, dipartimento di letteratura presso l’Università di Bologna per due anni. Nel 1979 (un anno prima di laurearsi all’Accademia) viene invitato a partecipare alla mostra collettiva: “Le alternative del nuovo” tenutosi al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Ha esposto opere usando luce e ombra, elementi che avrebbero segnato il suo lavoro nel tempo. Sono seguite mostre individuali e collettive in vari paesi poco dopo. Nel 1986 ha ricevuto un invito dal Maryland Institute di Baltimora, negli Stati Uniti, per un workshop per sviluppare un progetto con gli studenti. Lo stesso anno, una delle sue opere di “Civiche Raccolte d’Arte di Milano” (Milano City Art Collections) è stata acquisita. 1987 crea la scultura laterale specifica “Grande estruso” per la Collezione Gori presso il Parco della Fattoria di Celle (Santomato, Pistoia) e l’anno successivo un’opera è stata acquisita dalla Galleria d’arte moderna (Modern Art Museum) di Bologna. www.fabriziocorneli.net