Nulla di preciso

Informazioni Evento

“Nulla di preciso, ovvero: architetture, strategie, eresie, racconti, ritrovamenti e genealogie per una felicità immediata evitando l’attesa di tempi migliori”. Una riflessione ampia e rilancio per l’architettura italiana contemporanea.

Comunicato stampa

La mostra, curata da Luigi Prestinenza Puglisi, è nata come riflessione ampia e rilancio per l’architettura italiana contemporanea.
Ospitata dal 26 febbraio al 12 aprile nell’Area Scarpa della Fondazione Querini Stampalia, a Venezia, presenta - attraverso modelli materici in ceramica e cemento, immagini, figure e disegni tecnici composti e ricomposti in un percorso narrativo - il progetto di concorso per l’ampliamento del MAXXI di Roma (2022) redatto da tre fra i più importanti architetti italiani contemporanei, Peluffo&Partners, Stefano Pujatti ElasticoFarm e Beniamino Servino. Un lavoro che affronta con coraggio alcune questioni culturalmente ineludibili per l’architettura, oggi.
Tra queste, l’importanza di un’architettura popolare condivisa e condivisibile. Il bisogno di lavorare sull’effimero, con opere agili e modificabili. La necessità di attingere alla memoria attraverso forme che popolano il nostro immaginario. La centralità della ricerca sullo spazio architettonico intesa come connessione fra sentire individuale e collettivo.

L’esigenza di riproporlo in mostra nasce proprio con lo scopo di mettere in luce questo possibile per il futuro, presentando il progetto in un
allestimento che ricostruisce il suo farsi attraverso un percorso narrativo di rimandi e riflessioni. Come il richiamo all’immaginario popolare, a Piero della Francesca, a Fellini, e in questo caso alle pagine del Libro del Sarto, catalogo di moda di un atelier milanese del Cinquecento conservato alla Fondazione Querini Stampalia. I modelli per le tende da campo e per i padiglioni, allestiti nel 1548 nella piazza del Castello per l’arrivo a Milano di Filippo di Spagna, rappresentano il trionfo dell’effimero, facendo da quinta alla giostra e alla messa in scena del patto sociale tra sovrano e popolo. La mostra inoltre rimanda per le sue non meno sorprendenti analogie al recente allestimento della Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini e all’Area di Carlo Scarpa.
Completa il percorso espositivo il corto “Verso la luce”, di Ernesta Caviola, sulla Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca.