Sebastiano Pallavisini – Goats Never Fall

Informazioni Evento

Luogo
CRAG - CHIONO REISOVA ART GALLERY
Via Parma 66 D, Torino, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

La mostra è visitabile ogni giorno su appuntamento

Vernissage
21/02/2026

ore 11

Artisti
Sebastiano Pallavisini
Generi
arte contemporanea, personale

Crag Gallery apre il 2026 con la mostra Goats Never Fall di Sebastiano Pallavisini (Udine, 1999), giovanissimo artista che la galleria presenta con entusiasmo, inaugurando una serie di mostre dedicate ai festeggiamento dei 10 anni di attività.

Comunicato stampa

Crag Gallery apre il 2026 con la mostra Goats Never Fall di Sebastiano Pallavisini (Udine, 1999), giovanissimo artista che la galleria presenta con entusiasmo, inaugurando una serie di mostre dedicate ai festeggiamento dei 10 anni di attività. Fondata nel 2016 con l’obiettivo di sostenere pittori emergenti, CRAG porta oggi avanti la propria ricerca affiancando a questi artisti a metà carriera.
In mostra saranno presentati dipinti di grandi dimensioni, grintose ceramiche e delicati acquerelli. Pallavisini indaga le forme animali e il modo in cui esse si articolano, affrontando il tema del rapporto tra uomo e natura, con ironia unita a una sensibilità autentica.
L’artista descrive la propria pratica come «un processo caotico, fatto di stratificazioni di immagini, costruzione e decostruzione di forme animali, cercando di evitare gli stereotipi legati a questi soggetti, per arrivare a un’immagine finale carica di significato, capace di racchiudere in sé l’intero processo, i ripensamenti e gli avvenimenti che si sono succeduti sulla superficie pittorica».
Il titolo della mostra Goats never fall, metaforicamente incarnato dalle capre come animali che si arrampicano sui dirupi senza cadere, richiama un’alternanza, un confine costante con il rischio, una relazione attiva e dinamica con il vuoto. Nelle opere si intrecciano diversi elementi che generano una tensione costante: l’instabilità della forma, il caos delle immagini, la figurazione e la liquidità del movimento animale. L’instabilità non è intesa come un limite, ma come un orizzonte, una condizione generata dalla complessità della realtà contemporanea, nella quale tanto l’uomo quanto, più in generale, tutti gli esseri viventi si trovano costantemente immersi.
Da qui emerge uno dei temi centrali della ricerca dell’artista: la convivenza e il rispetto per il mondo comune, spesso considerato dall’uomo come una propria prerogativa, dimenticando l’obbligo di tutela nei confronti del pianeta
L’equilibrio non esiste come stato definitivo, ma come una continua messa alla prova. L’uomo tenta di dominare la realtà; la capra, che riesce a mantenersi in equilibrio, agisce in modo analogo, ma con stoica resistenza e umiltà affronta la propria condizione. Non cade nel dirupo, non cade dall’albero, e con ironia Sebastiano Pallavisini racconta storie analoghe nei suoi quadri. Attraverso la pittura ci muoviamo nell’indeterminato, lasciandoci andare e sostando nel fascino del tempo dell’attesa e dell’ambiguità, uno spazio in cui percezione, visione, realtà e intelletto sono profondamente connessi e stimolati dall’esperienza artistica.

Sebastiano Pallavisini (Udine, 1999)
Sebastiano Pallavisini si è formato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, in un contesto in cui tradizione e innovazione si intrecciano, facendo parte di una generazione di giovani artisti per i quali il medium pittorico non viene semplicemente riaffermato o abbandonato, ma diventa un campo di negoziazione tra materia e immagine, memoria e perdita di senso, controllo e abbandono. Questa scena contemporanea si distingue per l’accettazione dell’instabilità come condizione ontologica dell’arte, capace di abitare la complessità del presente senza pretendere di risolverla o di offrirne una lettura univoca.