Un libro e una serie di interviste per raccontare qual è la percezione dell’arte italiana all’estero
È appena uscito per Marsilio, promosso da Quadriennale, Noi nel mondo, il progetto editoriale che coinvolge 42 operatori del settore nell’indagine, condotta da Christian Caliandro, sulla percezione estera dell’arte italiana contemporanea all’estero, attraverso un libro, videointerviste e una serie di podcast
J’avais individualisé les artistes non pas
par l’intermédiaire de l’objet mais de la crédibilité
du processus que j’ètais en mesure de reconnaître.
Carla Lonzi (1981)
Ricordo ancora che esattamente un anno fa, su una spiaggia di Marina di Pietrasanta in una bella giornata di metà estate, mentre stavamo parlando di questo progetto Luca Beatrice mi ribadì con il suo tono ironico quello che era stato un mantra fin da quando mi aveva proposto di svolgere l’indagine che state per leggere: “mi raccomando, non voglio la solita ricerca… fai una cosa fresca, e coinvolgente”.
L’eredità di Luca Beatrice alla Quadriennale
Ora, spero di non aver disatteso le sue aspettative, e di avere esaudito il suo desiderio. Soprattutto, da quello spunto e da quell’indirizzo è nata l’idea di coinvolgere quarantadue esperti nel settore, intervistandoli e ponendo loro alcune domande semplici, uguali per tutti (e che naturalmente hanno aperto un dialogo di volta in volta diverso, fatto di approfondimenti, connessioni e deviazioni): come consideri la percezione attuale all’estero dell’arte contemporanea italiana, dal tuo punto di vista professionale e in base alla tua esperienza? Come è cambiata secondo te questa percezione nell’arco degli ultimi venti-venticinque anni? Quali strumenti e strategie, da implementare o da introdurre ex novo, sono secondo te utili per rendere più efficace questa percezione?
Ne è uscito fuori un quadro ricco e sfaccettato (a tratti anche contraddittorio, come del resto è giusto che sia), con alcuni punti e temi che sono emersi con particolare forza e costanza. Questa sorta di ritratto collettivo (con interviste a Luca Lo Pinto, Ilaria Gianni, Francesco Urbano Ragazzi, Masbedo, Cristiana Perrella, Sarah Cosulich, Luigi Fassi, Marco Scotini, Nicola Ricciardi, Ilaria Bonacossa, tra gli altri, ndr.) una fotografia mossa e sfocata del sistema artistico italiano oggi – e dell’immagine che esso proietta all’esterno – si integra attraverso gli estratti delle interviste (che possono essere ascoltate e viste, in versione integrale, sul sito della Quadriennale) con i dati che ne corroborano impressioni e sfumature, e con la mia personale, inevitabilmente parziale, lettura interpretativa.
La percezione dell’arte italiana all’estero
Va innanzitutto sottolineato come la percezione di un fenomeno o di un oggetto spesso, se non sempre, sia qualcosa di profondamente diverso rispetto alla cosa in sé: questo studio, dunque, ha come obiettivo l’analisi di come l’immagine dell’arte contemporanea italiana sia stata costruita nell’arco degli ultimi decenni e proiettata verso l’esterno, e di come l’esterno in questione abbia recepito questa immagine – la quale nel frattempo, ovviamente, ha a sua volta subìto una serie di trasformazioni (in gran parte imprevedibili).
Non posso inoltre non riconoscere il grande debito nei confronti di Carla Lonzi e del suo Autoritratto (1969), vero caposaldo della nostra letteratura artistica del secondo Novecento: nei confronti cioè del “montaggio di discorsi” che l’autrice ha inaugurato in un testo che è diventato nel tempo un vero modello di critica d’arte (proprio perché, apparentemente, la nega).
La ricerca Noi nel mondo per la Quadriennale
Mi sembrava e mi sembra fondamentale che una “indagine” di questo tipo si presenti anche come un racconto collettivo, corale, che restituisca nella maniera più efficace possibile la complessità di quella che per comodità chiameremo “percezione estera dell’arte contemporanea italiana”, le sfide che pone e le potenzialità che lascia intravedere.
E per registrare il senso di un lavoro che ovviamente non pretende di essere esaustivo, ma che si presenta – necessariamente, per la natura e la struttura stesse del fenomeno indagato – come un work in progress.
[Per gentile concessione della Direzione Generale Creatività Contemporanea – Ministero della Cultura e della Fondazione La Quadriennale di Roma, co-promotori del progetto, pubblichiamo come estratto l’introduzione di Noi nel mondo. Indagine sulla percezione estera dell’arte contemporanea di Christian Caliandro, edito da Marsilio Arte].
Christian Caliandro
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