A Pieve di Cadore bastano due opere per omaggiare Tiziano: la mostra 

Nel paese in Veneto dove nacque l’artista, la piccola mostra-dossier apre le celebrazioni per i 450 anni dalla sua morte. Proponendo una nuova interpretazione del paesaggio nella celebre Pala Gozzi, messa in dialogo con una xilografia

Con il suo stile satirico e tagliente Thomas Bernhard in “Antichi Maestri” scrive che “gli individui che vanno nei musei commettono sempre l’errore di voler vedere tutto, così camminano e camminano e poi, all’improvviso crollano semplicemente perché hanno fatto indigestione di opere d’arte”. Pericolo sicuramente scongiurato con la mostra-dossier Tiziano e il Paesaggio. Dal Cadore alla Laguna: la Pala Gozzi e la Sommersione del Faraone, a Pieve di Cadore, nel Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, che apre le celebrazioni dell’artista per i 450 anni dalla morte nella sua terra natale. Una proposta mini se si vuole, ma suggestiva. 

Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore
Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore

Natura e paesaggio al centro del discorso curatoriale 

Sono diversi i motivi che determinano l’importanza della proposta curatoriale: la rinnovata riflessione sul tema del paesaggio nella pittura di Tiziano; il far dialogare due opere giudicate fondamentali nel corpus tizianesco; la presenza per la prima volta in Cadore dell’unica opera firmata con il toponimo dell’artista, ovvero “Titianus Cadorinus”; la possibilità di confrontarsi con la prima veduta pittorica moderna dell’area marciana di Venezia. Fattore da non trascurare quest’ultimo per la rilevanza che il grande pittore assegna al paesaggio e al suo rapporto con i personaggi raffigurati. Anche se non ci sono fra i dipinti di Tiziano opere catalogabili come paesaggi autonomi, appare evidente la sua innovativa concezione della natura come parte integrante della narrazione artistica. Il paesaggio non ha solo una funzione decorativa, ma si inserisce nella creazione e nella costruzione compositiva delle opere. Gli elementi, e il loro disporsi nella spazialità delle immagini di paesaggio, contengono messaggi, sensazioni, emozioni che impongono oggi nuovi confronti critici. 

Il confronto tra opere a Pieve di Cadore 

La mostra, inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, propone quindi il confronto tra la Pala Gozzi e la xilografia con la Sommersione dell’esercito del Faraone nel Mar Rosso, incisa da un anonimo intagliatore su disegno di Tiziano eseguito nel 1515 circa. L’opera è conservata nei Musei Civici di Bassano del Grappa: una stampa in dodici fogli dalle dimensioni notevoli, 120 x 220 centimetri. Due opere a prima vista lontane. Per tecnica e per destinazione. Pubblica la prima, riservata a visioni più intime la seconda. In realtà, ci sono diversi aspetti che limitano le distanze: la rappresentazione di una città che sorge dall’acqua o dalla sua laguna: la costruzione compositiva “a triangolo” comune alle due opere; il significato particolare affidato ai paesaggi e alla luce fondamentali per la comprensione dell’opera; i riferimenti politici sottesi in entrambi i lavori. 

Tiziano, Pala Gozzi o Apparizione della Vergine, Pinacoteca civica Francesco Podesti ad Ancona, 1520
Tiziano, Pala Gozzi o Apparizione della Vergine, Pinacoteca civica Francesco Podesti ad Ancona, 1520

La Pala Gozzi di Tiziano 

La Pala Gozzi, commissionata dal mercante di Ragusa (l’odierna Dubrovnik) Alvise Gozzi e appartenente alla Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona, con la Vergine e il Bambino in gloria, i santi Francesco e Biagio e il donatore Alvise Gozzi, è un imponente dipinto ad olio di quasi 3 metri e mezzo di altezza realizzato nel 1520 per la chiesa di San Francesco ad Alto in Ancona. L’opera implica una specie di doppio paesaggio: da un lato una vegetazione che richiama il panorama dell’entroterra veneto nella finestra che si apre sulla sinistra; dall’altro, al centro, la visione di un braccio di mare. E all’orizzonte, il delinearsi di una città che emerge dall’acqua. Esplicito primo riferimento alla Serenissima e alla rappresentazione della laguna veneziana nella pittura moderna. 

La composizione geometrica della Pala Gozzi 

Gli aspetti innovativi della Pala sono legati al paesaggio che si integra con la componente religiosa. Alle modalità compositive, al triangolo figurale” come lo definisce Augusto Gentile – recentemente scomparso –, rappresentato appunto dalle figure di san Francesco, santo della chiesa anconetana cui era destinata l’opera; della Madonna, simbolo della Serenissima (posta al vertice del triangolo in corrispondenza della “veduta” del bacino di San Marco); e di san Biagio, patrono di Ragusa. Testimonianza della posizione secondaria delle due città adriatiche nei confronti di Venezia.  

Una nuova interpretazione per il capolavoro di Tiziano 

C’è ancora da sottolineare l’innovativa interpretazione suggerita dai i curatori della mostra Aikema e Dalla Costa. A loro parere la luce e le cromie giallo-arancioni che caratterizzano la veduta di Venezia anche se sullo sfondo, determinante nell’impaginazione dell’opera, non rimanderebbero a un tramonto come finora suggerito dalla critica, ma al sorgere del mattino: l’alba come segno di rinascita (rappresentata anche dal ramo di fico innestato nel ramo spezzato a simboleggiare la nuova vita), di apertura a un nuovo giorno, di riscatto dalle dure conseguenze dalla disfatta di Cambrai. 

Anonimo incisore (da Tiziano), per Domenico dalle Greche “Sommersione dell’esercito del Faraone nel Mar Rosso” ca. 1515, xilografia, Bassano del Grappa, Museo Civico 
Anonimo incisore (da Tiziano), per Domenico dalle Greche “Sommersione dell’esercito del Faraone nel Mar Rosso” ca. 1515, xilografia, Bassano del Grappa, Museo Civico 

La xilografia in mostra a Pieve di Cadore 

E proprio ai pericoli che gravavano su Venezia a causa delle Lega di Cambrai, con le truppe francesi e imperiali che rispettivamente nel 1509 e nel 1513 arrivarono ad assediare la Serenissima, si riferisce la xilografia con la Sommersione dell’esercito del Faraone nel Mar Rosso grande come un quadro, con molte figure ed un esteso paesaggio in prevalenza marino, chiamata a confrontarsi con la Pala Gozzi. Il mare, con la città in lontananza che occupa due terzi della xilografia, è minaccioso come suggeriscono le nuvole. A sinistra l’esercito del Faraone, gli sconfitti. A destra Mosè e il suo popolo, i salvati. Da notare, fra i molti elementi inseriti nella scena, l’umorismo quasi blasfemo di quel cane vicino a Mosè mentre sta defecando verso l’armata travolta dalle onde.

Fausto Politino 

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Fausto Politino

Fausto Politino

Laureato in Filosofia con una tesi sul pensiero di Sartre. Abilitato in Storia e Filosofia, già docente di ruolo nella secondaria di primo grado, ha superato un concorso nazionale per dirigente scolastico. Interessato alla ricerca pedagogico-didattica, ha contribuito alla diffusione…

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