5 film che non vanno mancati alla Berlinale 2026

Presidente di giuria è Wim Wenders, l’Orso d’oro alla carriera va a Michelle Yeoh e nella line-up del concorso c’è un film che si ispira a “I pugni in tasca” di Marco Bellocchio. Ecco i cinque  film imperdibili

La Berlinale è il grande festival europeo che accoglie e presenta film provenienti da ogni angolo del mondo, dalle produzioni mainstream alle opere indipendenti e sperimentali. Punto di riferimento non solo per i cinefili ma anche per l’industria cinematografica, il festival si distingue per la promozione della diversità culturale, politica e sociale, dando voce a storie spesso trascurate dal mercato commerciale. A prima vista, l’edizione 2026 (dal 12 al 22 febbraio) sembra meno brillante del solito, priva di grandi titoli o di passerelle di super star. Ciò che però rende questa Berlinale particolarmente attesa è la presenza del presidente di giuria Wim Wenders e il conferimento dell’Orso d’Oro alla carriera a Michelle Yeoh.

La Berlinale ha dimostrato nel tempo di essere speciale perché unisce alta qualità cinematografica, impegno sociale, apertura internazionale e accessibilità, trasformando il festival in un’esperienza culturale completa e stimolante, molto più di un semplice evento glamour. E a questo proposito, prima del suo inizio, segnaliamo cinque film che secondo noi sono imperdibili in questa edizione.

“No Good Men” – film d’apertura

5 film che non vanno mancati alla Berlinale 2026
No good men

Afghanistan, 2021, poco prima del ritorno al potere dei talebani. Naru, l’unica cameraman della principale emittente televisiva di Kabul, sta lottando per mantenere la custodia del figlio di tre anni. Dopo aver lasciato il marito, che la tradiva continuamente, è convinta che nel suo Paese non esistano uomini per bene. Naru viene quindi colta alla sprovvista quando Qodrat, il giornalista più importante di Kabul TV, le offre un’opportunità di carriera. Mentre i due attraversano la città per documentarne gli ultimi giorni di libertà, tra loro scatta la scintilla e Naru inizia a dubitare delle proprie convinzioni. Potrebbe esserci un uomo buono là fuori, dopotutto?

“Rosebush Pruning” – Concorso per l’Orso d’Oro

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Rosebush Pruning

In una villa lussuosa sotto il sole della Catalogna, i fratelli americani Jack, Ed, Anna e Robert si crogiolano nell’isolamento e nella fortuna ereditata, ignorando le richieste del padre cieco e cercando amore e approvazione l’uno nell’altro e nei loro ultimi abiti firmati. Quando Jack, il fratello maggiore e punto di riferimento della famiglia, annuncia che andrà a vivere con la sua ragazza Martha, i legami di sangue si spezzano ed Ed è costretto a scoprire la verità sulla morte della madre. Le bugie generazionali cominciano a svelarsi e il tessuto di questa famiglia inizia lentamente a disintegrarsi. Una satira pungente sull’assurdità della famiglia patriarcale tradizionale.

“At the Sea” – Concorso internazionale

5 film che non vanno mancati alla Berlinale 2026
At the Sea

Dopo la riabilitazione, Laura torna nella casa della sua famiglia a Cape Cod. Un tempo volto della rinomata compagnia di danza del defunto padre, ha costruito un’identità legata alla sua eredità al costo di essere cresciuta nella sua ombra. L’alcolismo funzionale di Laura, a lungo ignorato da tutti, ha finalmente raggiunto il punto di rottura dopo un incidente causato dalla guida in stato di ebbrezza con il figlio piccolo in macchina. Ora sobria, torna a casa cambiata, ma in una famiglia impreparata a questo cambiamento. Suo marito Martin la accoglie con cautela, diviso tra devozione e sfiducia. La loro figlia adolescente Josie accoglie Laura con ostilità, mentre suo figlio Felix rimane distante. Nel corso di diversi giorni al mare, i momenti in famiglia diventano punti di tensione, rivelando rabbia repressa, difficoltà finanziarie e la fragilità della riconciliazione. Mentre gli ex colleghi di Laura la spingono a tornare alla carriera che ha abbandonato, lei si trova ad affrontare una domanda più profonda: chi è lei senza l’identità che un tempo giustificava la sua autodistruzione?

“A New Dawn” – Berlinale Special / concorso animazione

5 film che non vanno mancati alla Berlinale 2026
A New Dawn

Un tempo situata in una foresta dalla vegetazione lussureggiante, la fabbrica di fuochi d’artificio Obinata è destinata a chiudere per motivi amministrativi e si prevede che una strada principale verrà estesa direttamente attraverso i locali. Negli ultimi quattro anni, Keitaro si è chiuso all’interno della fabbrica chiusa e ha continuato a produrre fuochi d’artificio da solo. È determinato a svelare il mistero dello Shuhari, un mitico fuoco d’artificio che rappresenta l’universo e che era stato immaginato da suo padre prima di scomparire senza lasciare traccia. A New Dawn è una storia che parla dell’eredità familiare, dei legami di amicizia infantile e dell’impatto dei cambiamenti climatici e dell’espansione urbana su un pittoresco villaggio.

“Sleep No More” – Berlinale Special Midnight

5 film che non vanno mancati alla Berlinale 2026
Sleep No More

La proprietaria della fabbrica, Maryati, sfrutta i propri dipendenti con turni di lavoro eccessivamente lunghi, attirandoli con incentivi affinché privilegino la produttività e l’avidità rispetto al sonno. Putri è convinta che, a causa di ciò, sua madre, che lavorava nella fabbrica, si sia suicidata. Sua sorella Ida, invece, crede che la madre sia morta perché posseduta. Pensa che ogni volta che i lavoratori si indeboliscono per la stanchezza una figura oscura e malvagia emerga e prenda possesso dei loro corpi. Per dimostrare la sua teoria, Ida decide di lavorare giorno e notte nella fabbrica in modo da essere posseduta anche lei e poter vedere con i propri occhi l’essere che crede abbia preso possesso del corpo della madre. Le sorelle hanno un fratello minore, Bona, nato con un dono speciale che gli permette di guarire rapidamente dalle ferite. Mentre le sorelle indagano sulla morte della madre, una figura spettrale alla ricerca di un corpo ideale cerca di approfittare del dono di Bona, mettendolo in pericolo. I tre fratelli devono ora affrontare con coraggio le proprie debolezze e trovare la forza nella loro fede reciproca per superare il terrore che minaccia la loro famiglia.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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