Il Castello di Montalfina rinasce grazie allo stilista Alessandro Michele
Sull’altopiano dell’Alfina, tra Umbria e Lazio, il Castello di Montalfina torna a far parlare di sé grazie al suo nuovo proprietario: Alessandro Michele. L’attuale direttore creativo di Valentino prosegue una personale missione di recupero di dimore ferite dal tempo, restituendo senso e futuro a un luogo che sembrava destinato al silenzio
Castel Giorgio è uno di quei luoghi in cui il tempo sembra scorrere secondo una logica propria. Immerso in una fitta zona boscosa sulle pendici dei monti Volsini, a pochi chilometri dal lago di Bolsena, il paese domina l’altopiano dell’Alfina. Negli ultimi anni, questo equilibrio silenzioso è stato attraversato da nuove presenze illustri. Poco distante da Montalfina, anche il Castello di Montiolo ha trovato nuovi proprietari: la principessa Maria Astrid del Liechtenstein e il marito Ralph Worthington hanno scelto di acquistare il maniero in rovina e trasformarlo in dimora quotidiana, tra lo stupore e la simpatia degli abitanti del paese. Montalfina dal canto suo, è stato a lungo un castello desiderato e difficile da cedere. Per anni ha rappresentato un bene ambito ma complesso da gestire, sospeso tra il fascino della sua storia e le difficoltà concrete legate alla sua conservazione. Un equilibrio fragile che ha alimentato l’idea di un castello sempre sul punto di cambiare destino.
La storia millenaria di Montalfina a Castel Giorgio
La storia del Castello di Montalfina affonda le radici nel Medioevo. Il suo nome deriva dal latino mons ad fines, “monte al confine” e rivela la funzione originaria di presidio strategico a difesa del territorio umbro contro le incursioni provenienti dal Lazio. Secondo la tradizione, le prime strutture risalirebbero all’epoca longobarda, quando la torre centrale sarebbe stata eretta per volontà del re Desiderio. Nel corso dei secoli il castello fu più volte saccheggiato e ricostruito, passando sotto il controllo dei Monaldeschi, protagonisti delle vicende politiche orvietane, fino alla conquista del 1442 da parte di Antonio Coletta detto il Ciarpellone, capitano delle truppe di Francesco Sforza. Un violento terremoto all’inizio del Cinquecento ne compromise l’abitabilità, segnando una nuova fase di trasformazione. Alla fine del XVI Secolo Montalfina perse definitivamente la funzione militare per diventare dimora residenziale.

La riorganizzazione ottocentesca del castello di Montalfina in Umbria
Nell’Ottocento passò alla famiglia Ravizza che ne riorganizzò l’impianto secondo i canoni dello stile purista, semplificando le forme e definendo l’attuale facciata con portale e finestre incorniciati da bugnato. La scelta non fu solo estetica: i Ravizza, apertamente legati alla causa risorgimentale e agli ideali liberali, reinterpretarono il castello come spazio di rappresentanza civile più che come simbolo di potere feudale. Da questo ramo familiare discende la famiglia Valentini, ultimi proprietari del castello prima dell’acquisto di Alessandro Michele, custodi a lungo di una dimora tanto affascinante quanto complessa da gestire. I Valentini hanno custodito per anni non solo l’edificio, ma anche un piccolo tesoro di oggetti e documenti storici: durante un’intervista rilasciata al mensile orvietano La Città nel 2002, il conte Valentini mostrava un fucile attribuito ad Anita Garibaldi, una collezione di Swatch e orologi di pregio e un quadro a soggetto religioso con figure nude, sfuggito alla censura post-Concilio di Trento. All’epoca il castello era già destinato alla vendita e le successive foto promozionali mostrano sale oggi non più spoglie, mentre molti documenti e oggetti preziosi furono trovati abbandonati nei boschi circostanti, alimentando leggende e racconti locali. La pianta rettangolare, il pozzo trecentesco, la chiesa neoclassica e gli edifici di servizio raccontano così una stratificazione continua, fatta di decadenza e resistenza.

Alessandro Michele, il “medico” delle dimore ferite
È su questa eredità complessa che si innesta l’arrivo di Alessandro Michele. In un’intervista a Vogue Italia del 28 novembre 2023, lo stilista ha dichiarato: “Sono un medico che cura dimore danneggiate e fatiscenti. Acquisto i luoghi che credo possano avere bisogno di me, dopo essere stati deturpati o abbandonati”. Una definizione che sembra cucita su misura per Montalfina. Michele nutre una passione dichiarata per i luoghi segnati dal tempo e carichi di memoria. Il suo interesse non è quello di cancellare le ferite, ma di riconoscerle come parte dell’identità di un luogo. In un territorio dove molti castelli sono rimasti vuoti o destinati alla vendita, l’acquisto di Montalfina assume il valore di un atto di cura culturale. Salvare il castello significa sottrarlo a un destino di spoliazione e restituirgli una possibilità di futuro.
Gaia Rotili
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