A Prato le morbide sculture di Barbara Prenka mettono in relazione immagine e parola 

Negli spazi di Lottozero l’artista kosovara rispolvera i propri ricordi d’infanzia grazie a una coperta che è al centro della sua mostra. Ma l’oggetto è accompagnato anche da suoni e scrittura

Le sculture tessili di Barbara Prenka (Gjakova, 1990) sono negli spazi di Lottozero. Curata da Alessandra Tempesti, la mostra What Lies Behind the Boudaries of a Shadow? esprime l’ultimissimo risultato della ricerca dell’artista kosovara avvenuta durante una residenza nella realtà pratese tra i mesi di agosto e settembre scorso. A prendere parte alla realizzazione è anche Alessandra Novaga, che con la sua composizione sonora è in grado di enfatizzare lo strettissimo legame che intercorre tra la leggerezza del suono e la densità dell’oggetto materico, attivando e coinvolgendo così anche il rapporto tra parola scritta e detta. La realizzazione delle opere è stata possibile anche grazie a una preziosa ricamatrice digitale concessa in comodato d’uso incentivato da Studio Auriga.  

Ritratto dell’artista Barbara Prenka in residenza a Lottozero, 2025. Foto di Alessandro Destro
Ritratto dell’artista Barbara Prenka in residenza a Lottozero, 2025. Foto di Alessandro Destro

I ricordi d’infanzia di Barbara Prenka 

Barbara Prenka nasce in Kosovo e all’età di 7 anni si trasferisce a Bolzano, si forma a Trento e poi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dalla sua infanzia porta con sé ricordi, immagini e sensazioni vivide. Protagonista di questa mostra, soggetto che proviene da un immaginario infantile è la coperta. Lontana da un semplice piumino, qui Barbara racconta della coperta con cui condivideva il letto da bambina: grande, pesante, talmente pesante da immobilizzare e decide allora di giocarci. La gravità viene sfidata e il gioco emerge, la donna cresciuta che è oggi la trasforma, questo elemento archetipico dell’immaginario di Barbara Prenka viene riformulato diventando così un’allegrissima e colorata tela, una scultura tessile in bilico (o in perfetto equilibrio), una superficie sulla quale intervenire con l’utilizzo della parola. Nella poetica dell’artista la coperta occupa uno spazio al limite tra ordinario ed arte, matericità ed astrazione, da qui il titolo What lies behind the boundaries of a shadow?

La mostra di Barbara Prenka a Prato 

In questa mostra le opere tessili esposte sono frutto di una ricerca dell’arista avvenuta durante una residenza a Lottozero, terzo progetto dedicato alla Soft Sculpture, all’uso di materiali morbidi nella pratica scultorea. Questa è un’iniziativa che nasce dall’esigenza di indagare le molteplici possibilità espressive dei materiali tessili nell’ambito scultoreo, una ricerca che nella storia dell’arte nasce già negli Anni Sessanta e Settanta, ma che qui viene riproposta in una chiave meno rigida e statica. Prima di Barbara Prenka sono state presenti in mostra all’interno di questo programma anche la danese Rosa Lützen e l’olandese Liselore Frowijn, perseguendo la linea internazionale che da sempre ha abitato in via Arno a Prato. 

La storia di Lottozero 

Lottozero è una realtà all’interno di Macrolotto Zero, nata nel 2016 dal progetto delle due sorelle Moroder, rivolto ad incoraggiare artisti emergenti che dialogano col tessile attraverso residenze e collaborazioni. Offrono servizi, spazi ad artisti e curatori attraverso stimolanti residenze, che è necessario sottolineare essere aperte anche a genitori, garantendo una maggiore inclusione. Così intorno all’ambiente di Lottozero si crea un’atmosfera carica di storie, intrecciata di memorie, viene intessuto un racconto che parla di arte e collettività. 

Ines Valori 

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati