Cosa aspetta di preciso il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a sostituire la sua assessora alla cultura?

Cristina Manetti, assessora alla cultura (e alla felicità! Proprio così...) è al centro di un caso imbarazzante che monta giorno dopo giorno. Se davvero Eugenio Giani tiene così tanto alla sua storica collaboratrice dovrebbe salvaguardarla. Cambiando assessore

Una nomina che lascia scettici“, scrivevamo oltre due settimane fa dopo la notizia dell’arrivo di Cristina Manetti sulla poltrona di assessora alla cultura della Regione Toscana dopo le elezioni amministrative ri-vinte da Eugenio Giani. Eravamo scettici sia per le competenze specifiche della persona nominata sia per un poco edificante episodio occorso qualche giorno prima: a Manetti infatti era stata ritirata la patente per guida su corsia di emergenza sull’Autostrada tra Firenze e Prato, proprio durante il giorno delle elezioni.

In questi giorni però sono emersi nuovi particolari che hanno trasformato un fatto odioso e inopportuno in un episodio ancor più rilevante, al punto da far cambiare scala alla polemica: da locale a nazionale. Grazie ad una interrogazione parlamentare al Ministero degli Interni (se n’è occupata la deputata Chiara La Porta) è emerso che durante il sanzionamento di Manetti, Giani accompagnato da altri colleghi e collaboratori si è precipitato in autostrada a sostegno della sua capa di gabinetto (oggi assessora) e lo stesso ha fatto accompagnandola in Prefettura per chiedere spiegazioni sulla contravvenzione.

Il rapporto tra Eugenio Giani e la sua assessora alla cultura

Ripetiamolo: una collaboratrice del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani prende una multa in autostrada. Benché siamo nel giorno delle elezioni, il presidente non trova nulla di meglio da fare che precipitarsi in soccorso della collega materializzandosi in autostrada al cospetto degli agenti. Dopodiché accompagna la sua collaboratrice in Prefettura per discutere della multa e delle sanzioni accessorie esigendo di discuterne faccia a faccia con la Prefetta in carica (nonostante il “lei non sa chi siamo noi”, le sanzioni rimangono intatte grazie alla serietà della prefettura). Successivamente c’è lo spoglio delle schede, il Presidente vince e viene confermato, appronta nei giorni seguenti la nuova Giunta e quella stessa collaboratrice da capo di gabinetto diventa assessora alla cultura (e alla felicità!). Giusto per confermare i dubbi sulla buona fede circa l’infrazione, ci si è messa anche la circostanza che la neo assessora ha successivamente ritirato il ricorso depositato contro la multa. Ha pagato la sanzione e finita lì. Anche perché di pasticci prima che il fatto diventasse di dominio pubblico ne erano stati fatti non pochi: “mi sentivo male, soffro di pressione bassa” aveva dichiarato Manetti che era arrivata al punto di chiamare un’ambulanza distolta da faccende più serie in capo al Servizio Sanitario Regionale e fatta fisicamente giungere sul luogo della contravvenzione davanti agli agenti esterrefatti.

Caso Manetti – Giani. Figuraccia su carta intestata del Ministero dell’Interno

Tutti i fatti occorsi sull’autostrada Prato-Firenze e in Prefettura non sono peraltro indiscrezioni o rumors, ma sono documenti ufficiali del Ministero dell’Interno. Insomma siamo in presenza di una circostanza a dir poco imbarazzante. E già questo basterebbe per fare un passo indietro. Ma non basta: Cristina Manetti è particolarmente invisa – queste però sono indiscrezioni – a una significativa parte dell’area politica che sostiene il presidente, la chiamano – dice il Corriere della Sera – “la zarina” per i suoi modi autoritari. E inoltre, lo ripetiamo, non ha particolari competenze per svolgere un ruolo delicato com’è quello di assessore alla cultura nel territorio della Toscana, che è il più culturalmente connotato d’Italia. Anzi si è distinta per iniziative che hanno messo profondamente in imbarazzo l’istituzione regionale e la città di Firenze come quella delle statue di Giannelli in Piazza Duomo. La sua nomina poi ha comportato non poche forzature sia nella composizione della Giunta, sia nei rapporti con la stampa (alla redazione del Tirreno è successo un caso!), sia perfino nella logistica degli uffici regionali: pare infatti che, pur di stare fianco a fianco alle stanze di Giani, il neocostituito assessorato di Manetti abbia ‘sfrattato’ gli uffici della vicepresidenza. 

Un po’ di rispetto per chi fa cultura in Toscana, pliz

Insomma, Eugenio Giani potrebbe dimostrare un briciolo di rispetto per tutta la comunità di artisti, gallerie d’arte, musei pubblici e privati, editori, fondazioni e associazioni e poli di formazione. Tutti coloro che si occupano di cultura e operano in Toscana meriterebbero ben altra accortezza. L’assessorato alla cultura nella passata consiliatura non c’era proprio: è stato ricostituito per seguire al meglio le attività culturali sul territorio o è stato ricostituito per creare una nuova poltrona da affidare a qualcuno di intoccabile?

Massimiliano Tonelli

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Massimiliano Tonelli

Massimiliano Tonelli

È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a…

Scopri di più