Filippo Fantini – Mille volte altrove assemblaggi in collezione

Informazioni Evento

Luogo
STUDIO SANNA
Via Scrivia, 5, Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
06/06/2025

ore 18

Generi
arte contemporanea, personale

Radicato nelle sperimentazioni delle avanguardie storiche e in profonda risonanza con le ricerche informali, il lavoro di Filippo Fantini trova la sua definizione più efficace nel concetto di “Opera Aperta”.

Comunicato stampa

Radicato nelle sperimentazioni delle avanguardie storiche e in profonda risonanza con
le ricerche informali, il lavoro di Filippo Fantini trova la sua definizione più efficace nel
concetto di “Opera Aperta”. I suoi assemblaggi, infatti, trasformandosi da oggetto a
processo, si configurano come campi di possibilità in cui il fruitore è invitato a costruire
la propria interpretazione.
Aperta è, del resto, la stessa pratica artistica di Fantini, che predilige l’assemblaggio
come forma espressiva per le sue potenzialità di continua sperimentazione e messa a
verifica di forme e materiali. Il lavoro prende avvio da un’iniziale fase di progettazione –
un’idea proiettata nei materiali e nei colori – per poi evolversi liberamente secondo le
vie indicate dal gesto e dalla materia, generando accostamenti imprevisti e
composizioni inaspettate.
I materiali impiegati da Fantini sono accomunati dalla loro ordinarietà. Da un lato
cartoni, garze, scotch e sacchetti di plastica evocano un’estetica industriale “da
imballaggio”, dall’altro, frammenti di appunti, schizzi, agende e biglietti rimandano alla
dimensione più intima della vita quotidiana dell’artista.
Questi elementi vengono rielaborati, accostati e sovrapposti, dando vita a stratificazioni
materiche che si configurano come linguaggio espressivo autonomo. Le diverse
texture lasciano segni spontanei, significanti ma privi di un significato univoco, e le loro
sovrapposizioni generano molteplici livelli di lettura. La stratificazione si estende anche
alla terza dimensione attraverso l’uso di carte leggere, lavorate e accartocciate per
creare ombre e spazi di luce, vuoti e pieni. Inoltre, l’integrazione di garze e colle
introduce una semi-trasparenza che interagisce con la luce, trasformando la percezione
dell’opera nel tempo e svelando nuove profondità.
Le bande verticali ricorrenti nei lavori di Fantini richiamano una scansione spazio-
temporale che suggerisce un potenziale racconto - rigorosamente non figurativo -
aperto allo sguardo del fruitore. La forte carica gestuale materializzata negli strappi e
nelle lacerazioni e gli “indizi” offerti dai materiali legati alla sfera personale dell’artista,
evocano dei paesaggi emotivi che l’osservatore è invitato a esplorare liberamente e a
completare con la propria interpretazione.
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