Verso il centenario del Bauhaus. Due nuovi musei a Weimar e Dessau, mostre e un Grand Tour in tutta la Germania

Nel 2020 verrà realizzata una “strada del Modernismo” in tutta Europa con guida stampabile e app. Nel frattempo la Germania si prepara ad accogliere il centenario nel 2019 con due musei, un festival, mostre, performance

Il Bauhaus a Dessau
Il Bauhaus a Dessau

Avevamo già cominciato ad accennare alle celebrazioni in vista del centenario del movimento Bauhaus, in particolare raccontando i progetti dell’Harvard Art Museum, lo spazio collegato alla famosa Università nel Massachusetts, che si sta preparando alle celebrazioni della scuola modernista nel 2019 con un grande progetto. Sono infatti più di 32mila le opere catalogate nel database online: il mega archivio offrirà documenti, strumenti di approfondimento e molto altro ancora. Ideato da Robert Wiesenberger, curatore presso il museo, “The Bauhaus Special Collection” – questo il nome – darà l’opportunità di visionare fotografie, tessuti, quadri, giornali e molto altro. Nel frattempo però è tutto un fiorire di iniziative in tutto il mondo che riguardano proprio il movimento.

DUE NUOVI MUSEI
A Weimar e Dessau, le città dove il Bauhaus ebbe i suoi natali, apriranno infatti due nuovi musei, saranno realizzate mostre, mentre un festival si terrà a Berlino. Inoltre un Grand Tour del Modernismo che percorrerà tutta la Germania. Il nuovo Bauhaus Museum di Weimar è stato progettato dall’architetto berlinese Heike Hanada, mentre il museo Dessau, dal barcelloneta Gonzaléz Hinz Zabala, si svilupperà su quasi 7mila mq che ospiteranno la grandissima collezione della Bauhaus Foundation della città. La festa di apertura si terrà nei primi mesi del 2019 a Berlino con teatro, musica, arte e performance ispirate a Lászlό Moholy-Nagy, Lyonel Feininger e Oskar Schlemmer. Il Grand Tour del Modernismo farà invece da ponte ad una manifestazione che costruirà nel 2020 la “Strada del Modernismo” in tutta Europa, includendo una guida stampata e un app.

IL BAUHAUS
Fondato dall’architetto Walter Gropius a Weimar nel 1919, il Bauhaus promuove la collaborazione tra discipline creative come parte di un progetto utopico. In un mondo segnato dalle dittature e dalle guerre, nomi come Josef Albers, Wassily Kandinsky, Paul Klee, tra gli altri, hanno inseguito il sogno di una società ideale attraverso la formazione, l’educazione, l’intervento diretto dell’arte e della cultura in tutti gli aspetti della vita quotidiana, una idea di comunità e di dialogo contro gerarchie e sistemi di potere. Come è noto, il progetto di Weimar chiuderà per questioni politiche nel 1925, spostandosi a Dessau e successivamente fino al 1933 a Berlino. Non è difficile immaginare quali siano state le motivazioni che abbiano spinto i suoi promotori, soprattutto Ludwig Mies Van Der Rohe e i suoi studenti, a porre fine all’esperienza. Nel suo ultimo anno di vita ne fu comunque intimata la chiusura dalla Gestapo nazista.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.