Ci credete che il museo più cool del momento sta a Beirut? L’ha progettato David Adjaye, e la mostra inaugurale la cura Massimiliano Gioni

Curatore della mostra? Massimiliano Gioni. Artisti presenti? Da Danh Vo a Giuseppe Penone, da Christopher Wool a Lucio Fontana. Un grande evento in una capitale dell’arte, che per qualche motivo è sfuggito ai più? No, visto che siamo lontani dai classici itinerari che toccano New York, Londra, magari Parigi, Berlino, Bruxelles. Siamo nel perennemente terremotato […]

Curatore della mostra? Massimiliano Gioni. Artisti presenti? Da Danh Vo a Giuseppe Penone, da Christopher Wool a Lucio Fontana. Un grande evento in una capitale dell’arte, che per qualche motivo è sfuggito ai più? No, visto che siamo lontani dai classici itinerari che toccano New York, Londra, magari Parigi, Berlino, Bruxelles. Siamo nel perennemente terremotato Medioriente, a Beirut: e per soprappiù il menù appena tratteggiato si completa con un altro nome rovente come quello dell’archistar David Adjaye. È lui infatti che nella capitale libanese ha progettato il nuovo museo della Aishti Foundation: un complesso di oltre 30mila metri quadrati che comprende anche una libreria, ristoranti, boutique di moda, bar, un centro benessere, del quale vi parleremo presto per gli aspetti prettamente architettonici.
Ora ci soffermiamo sulla mostra New Skin, studiata da Gioni per l’inaugurazione dei giorni scorsi: teatro appunto la nuova struttura, un centro culturale pensato per esporre la collezione di arte contemporanea di Tony Salamé, CEO del brand di lusso Aishti. Una selezione di un centinaio di opere scelte nella ricca collezione comprendente qualcosa come 2mila pezzi: con la quale il curatore si propone di “guardare all’astrazione oggi e rileggere l’idea dell’informazione sia come tema che come tecnica“. Nella fotogallery, immagini dell’architettura e della mostra…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.