La Fondazione Golinelli lancia l’Opificio. A Bologna si guarda al 2065 attraverso arte, scienza, formazione per bambini, insegnanti, cittadini: ecco il reportage fotografico

“Immaginare il futuro dei giovani in un nuovo mondo sostenibile. Questo è il mio impegno!”. Sono queste le parole a cui Marino Golinelli decide di affidare l’incipit del suo intervento in apertura della cerimonia di inaugurazione dell’Opificio che porta il suo nome. Ci sarebbe da dire di quale effetto faccia sentire una tale affermazione da […]

Immaginare il futuro dei giovani in un nuovo mondo sostenibile. Questo è il mio impegno!”. Sono queste le parole a cui Marino Golinelli decide di affidare l’incipit del suo intervento in apertura della cerimonia di inaugurazione dell’Opificio che porta il suo nome. Ci sarebbe da dire di quale effetto faccia sentire una tale affermazione da un uomo ultranovantenne, sarebbe ancor più contraddittoria (in apparenza) la scelta di una titolazione antica di origine latina (da opus e fex), per non parlare poi delle profonde e non celate radici locali dell’impresa. Questo se non ci trovassimo di fronte non solo ad un collezionista di primo di piano, ma ad un presidente che ha voluto che “la fondazione avesse un assetto istituzionale di ispirazione anglosassone e di carattere filantropico”.

DALLA “FASE 0” ALLA “FASE 1”, OVVERO OPUS 2065
Dalla “fase 0”, come lui stesso la definisce, quella cioè che dal 1988 si è attestata come centro di formazione convertendo un’idea di responsabilità sociale in un’opportunità di crescita per le giovani generazioni. Alla “fase 1”, ovvero quella presentata proprio questa sera, 4 ottobre, con l’apertura dell’Opificio Golinelli, sede di tutte le attività della fondazione che trova spazio in un edificio riqualificato in una zona industriale molto collegata con i trasporti locali e non. Il pensiero sul domani però non è sopito, tanto che ci si appresta a presentare la “fase 2” che prende il nome di Opus 2065 e mira a stabilizzare le attività per il prossimo mezzo secolo, anche attraverso uno stanziamento in denaro già accantonato di 51 milioni di euro.

AL FIANCO DI COMUNE, REGIONE E TRE MINISTERI
Le istituzioni pubbliche presenti, dal Comune alla Regione fino ai rappresentanti di ben tre ministeri, rimarcano, semmai ce ne fosse bisogno, l’importanza cruciale dello spazio appena aperto per il suo carattere di sussidiarietà e di complementarità rispetto alla formazione scolastica e accademica. La lucente struttura è pronta a partire e noi ne seguiremo gli sviluppi: intanto, ecco le immagini dell’inaugurazione…

Claudio Musso

www.fondazionegolinelli.it

 

 

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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente. La sua attività curatoriale e di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Attualmente è Dottorando presso il Dipartimento delle Arti Visive dell'Università di Bologna, dove ha precedentemente conseguito la laurea specialistica in Storia dell'Arte. Collabora con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Scrive per Artribune e Digicult. Di recente ha curato la sezione Urban Art Media Drifts del LPM - Live Performers Meeting (Roma - Minsk). Nel 2010 è stato invitato come lecturer alla AVANCA | CINEMA International Conference Cinema– Art, Technology, Communication (Avanca, Portogallo) e alla VIII MAGIS – International Film Studies Spring School (Gorizia, Italia).