Anna Franceschini messa al muro a Bolzano. Ecco le immagini del video che inaugura la rassegna sulla facciata mediale del Museion

Da anni è un must per gli appassionati d’arte di passaggio – o in vacanza estiva – in zona Dolomiti: uno spettacolo sempre coinvolgente, come può essere quello di un intero museo che si trasforma in schermo per proiezioni di videoarte. Il museo è il Museion di Bolzano, e lo “schermo” è la stessa facciata […]

Da anni è un must per gli appassionati d’arte di passaggio – o in vacanza estiva – in zona Dolomiti: uno spettacolo sempre coinvolgente, come può essere quello di un intero museo che si trasforma in schermo per proiezioni di videoarte. Il museo è il Museion di Bolzano, e lo “schermo” è la stessa facciata mediale della futuristica struttura del berlinese studio KSV, che da maggio a settembre propone appunto una nuova rassegna dal titolo Intermezzo, inteso come “confine tra spazi e momenti diversi, museo e città, giorno e notte. Ma anche come luogo di massima libertà espressiva e sperimentazione”.
Ad aprire il ciclo giovedì 28 maggio è l’artista Anna Franceschini (Pavia, 1979) con il lavoro The diva who became an alphabet |, ||, ||| and some remnants (la diva che divenne un alfabeto …ed alcuni scampoli). Nel video – di cui vedete alcuni still nella gallery -, girato in 16 mm e poi riversato in digitale, “un carattere tipografico antropomorfo ha fattezze di un volto femminile, che si nasconde, ammicca e seduce, giocando tra le pieghe di diversi tessuti e tra le maglie dell’architettura del museo”. Gli altri protagonisti del ciclo 2015, che vede anche nascere nuove collaborazioni, come quella con Careof e Viafarini di Milano, saranno Cristina Rizzo e Riccardo Benassi e poi lo Studio MUT (Thomas Kronbichler e Martin Kerschbaumer).

Giovedì 28 maggio 2015
ore 21.00 conversazione con l’artista
ore 22-23.30 proiezione
Museion Facciata Mediale
Piazza Piero Siena 1 (ex Via Dante 6) – Bolzano
www.museion.it

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.