Lo Strillone: viaggio nel paesino dove nascono i pezzi della Sagrada Familia su Il Messaggero. E poi pubblicità fatta ad arte, Piano del Paesaggio, Eugenio Carmi

“Da La Galera, un paesino alle falde dei Pirenei catalani, sulla strada per Andorra, è impossibile scorgere le guglie del tempio della metropoli catalana, a 90 chilometri di distanza. Eppure è proprio qui, nella quiete del bosco di Bages, dove prendono corpo le cupole metalliche e le absidi dall’inconfondibile tratto modernista del genio catalano”. Il […]

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Da La Galera, un paesino alle falde dei Pirenei catalani, sulla strada per Andorra, è impossibile scorgere le guglie del tempio della metropoli catalana, a 90 chilometri di distanza. Eppure è proprio qui, nella quiete del bosco di Bages, dove prendono corpo le cupole metalliche e le absidi dall’inconfondibile tratto modernista del genio catalano”. Il genio è quello di Antoni Gaudi, le cupole quelle della Sagrada Familia: ed è Il Messaggero e regalare un gustosissimo reportage “nel laboratorio alle falde dei Pirenei dove si assemblano pezzi, guglie e cupole metalliche, poi trasportate con i tir”. Pezzi poi trasportati a Barcellona, nel cuore dell’Example, dove da 127 anni si costruisce l’ultima grande cattedrale edificata in Europa: opera incompiuta per definizione, sarà completata nel 2026.

La Gioconda e l’Ultima cena di Leonardo, ma anche Botticelli, Van Gogh, Vermeer, Magritte”. Ancora Il Messaggero, che stavolta si concentra sulla pubblicità fatta ad arte: “sempre più spesso le opere dei grandi maestri vengono riviste, corrette e sfruttate a fini commerciali. È l’art-vertising, moderno gioco di contaminazioni”. Su La Repubblica Tomaso Montanari dedica il suo pezzo al Piano del Paesaggio, in particolare della Regione Toscana: “una questione nazionale, perché esso decide il futuro di un pezzo importantissimo di quello che la Costituzione chiama il paesaggio della Nazione”. Sebastiano Grasso va invece a Genova, dove racconta per il Corriere della Sera il grande salto di Eugenio Carmi dal figurativo alle geometrie: a Palazzo Ducale un’antologica per i 95 anni dell’artista.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.