Lo Strillone: Oliviero Toscani e i veneti, “popolo di ubriaconi”, su Libero. E poi Jackson Pollock, Charlie Hebdo, Carlo Verdone

I veneti? “Alcolizzati atavici, nonni, padri e madri”. Libero aggiorna sulla maccheronica e divertente querelle che contrappone tutta una regione, il Veneto, al fotografo Oliviero Toscani. Che prima si lascia sfuggire qualche battuta incontrollata – “popolo di ubriaconi”, “padovani subumani” -, poi abbozza una ritrattazione che aggrava le sue posizioni: “Non devo nessuna scusa”. E […]

Quotidiani
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I veneti? “Alcolizzati atavici, nonni, padri e madri”. Libero aggiorna sulla maccheronica e divertente querelle che contrappone tutta una regione, il Veneto, al fotografo Oliviero Toscani. Che prima si lascia sfuggire qualche battuta incontrollata – “popolo di ubriaconi”, “padovani subumani” -, poi abbozza una ritrattazione che aggrava le sue posizioni: “Non devo nessuna scusa”. E allora arriva la denuncia: “ha insultato cinque milioni di persone, paghi un euro a ogni veneto offeso, ovvero un risarcimento di 5 milioni”. Resta in Veneto, ma per tutt’altre ragioni Il Sole 24 Ore, che si dedica ad Alchimia, l’opera di Jackson Pollock restaurata all’Opificio delle pietre dure di Firenze, che sarà in mostra alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dal 14 febbraio al 6 aprile.

Mentre annuncia il ritorno nelle edicole il prossimo 25 febbraio, Charlie Hebdo comunica di aver toccato la cifra di duecentomila abbonamenti. Ne da notizia Il Messaggero, che aggiunge che le donazioni pari a circa 2,37 milioni di euro fatte alla rivista sono state devolute ai familiari delle 12 vittime dell’attacco terroristico. Sempre il quotidiano romano affida una riflessione sulla cultura nella Capitale al regista e attore Carlo Verdone: “Roma ha una grande fame di cultura, non può essere ridotta a un itinerario culinario. L’amministrazione comunale ha il dovere di fare suo questo impegno accompagnando, guidando e consigliando chiunque si mobiliti per sostenere il cinema, il teatro, la musica, la letteratura, l’arte”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • angelov

    Oliviero,
    ricorda al tuo padrone Benetton questa formula:
    “Rana Plaza 1138”;
    che è per merito di quelli come lui
    se tutti i veneti sono ubriaconi…