Lo Strillone: grandi, grandissime navi nel Bacino di San Marco su La Repubblica. E poi Sgarbi e Caravaggio, cinque secoli di Orlando Furioso…

“Tanto per capire, il Titanic stazzava 46mila tonnellate”. E il progetto del governo, bocciato ora dal TAR, prevede che la stazza delle navi ammesse nel Bacino di San Marco sia abbassato a 96milatonnellate: “come se una nave di tale misura fosse piccola e compatibile con la città e la laguna”. La Repubblica affida alla raffinata […]

Quotidiani
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Tanto per capire, il Titanic stazzava 46mila tonnellate”. E il progetto del governo, bocciato ora dal TAR, prevede che la stazza delle navi ammesse nel Bacino di San Marco sia abbassato a 96milatonnellate: “come se una nave di tale misura fosse piccola e compatibile con la città e la laguna”. La Repubblica affida alla raffinata penna di Mario Pirani una riflessione sull’eterno problema: “i giudici amministrativi hanno messo a nudo l’inconsistenza dei provvedimenti che, al netto delle roboanti dichiarazioni del governo che li hanno accompagnati nel 2013, quando furono assunti, si limitavano a ridurre per l’anno scorso da 808 a 708 i passaggi di questi mostri del mare davanti a San Marco”.

Opaco nel disegno e nel colore, quel Caravaggio è davvero un falso”. Arriva alle colonne del Corriere della Sera la saga de “I bari”: dipinto che lo studioso Denis Mahon comprò nel 2006 da Sotheby’s a Londra per 55 mila euro come una copia da Caravaggio, poi dopo attente analisi attribuito al genio secentesco, valore 13 milioni. Ora è Vittorio Sgarbi a negarne l’autenticità; ma Mahon nel frattempo è morto, e non potrà ribattere…

La sua influenza si allunga su tutte le forme d’arte sino ai nostri giorni. Attraversando pittura, musica, teatro, cinema e televisione. Il Tempo dedica l’apertura della pagina cultura ai cinque secoli dell’Orlando Furioso: “nel 1515 Ludovico Ariosto terminò la stesura il poema che avrebbe cambiato il modo di fare arte. Pubblicato per la prima volta nel 1516, il poema venne corretto, riscritto, ampliato fino all’ultima edizione del 1532”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.