Lo Strillone: Daniela Santanchè vuole pubblicare in Italia Charlie Hebdo su Milano Finanza. E poi le grandi navi tornano a Venezia, Ermanno Olmi, la capsula del tempo

“Voglio pubblicare in Italia Charlie Hebdo”. Con un tweet ripreso da Milano Finanza Daniela Santanchè – imprenditrice attiva sia nel campo pubblicitario sia nel campo editoriale, con il gruppo Visibilia, oltre che politica – conferma le voci che vogliono le trattative già aperte: un noto giornalista italiano avrebbe già dato la propria disponibilità a seguire […]

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Voglio pubblicare in Italia Charlie Hebdo”. Con un tweet ripreso da Milano Finanza Daniela Santanchè – imprenditrice attiva sia nel campo pubblicitario sia nel campo editoriale, con il gruppo Visibilia, oltre che politica – conferma le voci che vogliono le trattative già aperte: un noto giornalista italiano avrebbe già dato la propria disponibilità a seguire il progetto.

Grandi navi a Venezia, il Tar annulla lo stop: è La Repubblica ad annunciare la nuova tegola caduta sul capo della tormentatissima e fragilissima perla della Laguna. Secondo i giudici è illegittimo lo stop imposto dalla Capitaneria, in mancanza di percorsi di navigazione alternativi. Il Ministero dei Trasporti annuncia appello al Consiglio di Stato: ma sui progetti ancora l’accordo non c’è.

Andai a trovare Tonino Guerra a Sant’Arcangelo di Romagna quando stava davvero molto male. Non hai idea di quante storie bellissime mi ha raccontato Andrej Tarkovskij!, mi disse. Quando torni la prossima volta te le racconto. Dopo tre ore era morto”. Sul Corriere della Sera lunga conversazione di Gian Antonio Stella con Ermanno Olmi, sulle corde di malattia, vecchiaia e saggezza. Il Sole 24 Ore si spinge fino a Boston, dove i curatori del Museum of Fine Arts hanno riaperto, davanti a una folla impaziente di giornalisti, la capsula del tempo, uno scrigno pieno di cimeli storici risalenti a 220 anni fa. La scatola, sepolta nel 1795 da alcuni dei padri fondatori degli Stati Uniti, sotto una delle prime pietre di costruzione della Boston State House, era stata dissepolta a metà dicembre, durante i lavori per risolvere una perdita d’acqua nel monumento.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • angelov

    (Altro che Claretta Petacci:
    questa cocca di mamma
    sarebbe degna di stare al fianco
    di uno come Mussolini,
    qualcuno che sa farsi ben rispettare,
    ma senza per questo rispettare gli altri…)

    Questo è il commento che avrei voluto pubblicare,
    ma poi non ho voluto mancare di rispetto ad un defunto,
    a differenza di questa bambina viziata e calamita di parolacce,
    che neanche i morti sa lasciare in pace…

  • Ma roba da matti ! Proprio lei vuole pubblicare in Italia Charlie Hebdo, vuole imitare da brava provinciale un modo di concepire la satira che in Italia è lontana anni luce, mentre in Francia ha radici secolari, basti ricordare per esempio giusto per citarne qualcuno Honorè Daumier, proprio in Italia e proprio lei che in qualche trasmissione di Santoro si era scandalizzata e scagliata contro le vignette di Vauro. Che ipocrisia !