Cézanne pronto a strappare a Bacon il record di opera più pagata della storia? A febbraio andrà all’asta a Londra un suo paesaggio provenzale, pedigree Courtauld

Ancora scioccati per gli 850 milioni di dollari con cui Christie’s lo scorso 12 novembre ha segnato a New York l’asta più ricca di sempre? Con undici record per artista, fra cui Twombly, de Kooning, Ruscha, Kippenberger, Doig, Cindy Sherman? Beh, occhi aperti, perché il 2015 potrebbe aprirsi con un altra vendita di quelle storiche. […]

Vue sur l’Estaque et le Château d’If, di Paul Cézanne

Ancora scioccati per gli 850 milioni di dollari con cui Christie’s lo scorso 12 novembre ha segnato a New York l’asta più ricca di sempre? Con undici record per artista, fra cui Twombly, de Kooning, Ruscha, Kippenberger, Doig, Cindy Sherman? Beh, occhi aperti, perché il 2015 potrebbe aprirsi con un altra vendita di quelle storiche. Protagonista potrebbe essere l’artista che pare detenga il record “apocrifo” per l’opera più costosa della storia, ovvero Paul Cézanne: apocrifo, visto che i 250 milioni di dollari che la famiglia reale del Qatar avrebbe pagato per I giocatori di carte sarebbero frutto di una vendita privata, quindi non ufficializzata da un passaggio in asta pubblica.
Il prossimo 4 febbraio al centro dell’attenzione – stavolta ufficiale, nell’asta Christie’s a Londra – ci sarà Vue sur l’Estaque et le Château d’If, opera acquisita nel 1936 dal grande collezionista inglese Samuel Courtauld, fondatore dell’omonimo Courtauld Institute di Londra, che apparirà per la prima volta sul mercato dopo quasi 80 anni. Un dipinto realizzato tra il 1883 e il 1885, e rimasto dopo l’acquisto nella collezione privata della famiglia Courtauld.
Ed è proprio questo inattaccabile perigree – oltre alle caratteristiche, come il fatto di essere una delle rare vedute verticali di un soggetto provenzale molto utilizzato dall’artista – a far presagire il grande risultato, che potrebbe mettere a rischio il record all time ufficiale detenuto dal mitico trittico di Francis Bacon, con 144 milioni di dollari. Contrastano con questa previsione le stime, fissate dagli esperti fra gli 8 e i 12 milioni di sterline, molto caute, dunque, proprio perché la casa d’aste non ha tenuto conto, come precedente, della misteriosa vendita mediorientale…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.