Yuri Ancarani evoca Carlo Mollino nella sua casa museo: preview a Torino per Séance, il video-preludio a “Shit and Die” prodotto da Sky Arte

Non aspettatevi effetti speciali, brividi sulla schiena o pelle d’oca. Non crediate alla soluzione facile, alla mascherata, al carnevalesco, all’esagerazione, all’accentuazione, alla deformazione grottesca – magari persino umoristica, alla Pirandello – di una situazione che pure in partenza di presta. E non poco. Titola Séance, e l’allusione è alla seduta spiritica: ma è nello spirituale […]

Non aspettatevi effetti speciali, brividi sulla schiena o pelle d’oca. Non crediate alla soluzione facile, alla mascherata, al carnevalesco, all’esagerazione, all’accentuazione, alla deformazione grottesca – magari persino umoristica, alla Pirandello – di una situazione che pure in partenza di presta. E non poco. Titola Séance, e l’allusione è alla seduta spiritica: ma è nello spirituale che pesca Yuri Ancarani per il suo video-omaggio a Carlo Mollino, prodotto da Sky Arte HD (sarà in onda martedì 4 novembre) e commissionato da Maurizio Cattelan come preludio d’artista a Shit and Die, la mostra chiamata da Artissima a portare avanti il testimone di One Torino.
Tutto nasce dalla naturalezza con cui il direttore della Casa Museo Mollino, Fulvio Ferrari, confida ad Ancarani del suo appuntamento con una medium, tramite a cui rivolgere domande dirette al fu architetto. “Mi rendo conto che sia una cosa normale per Torino” dice Ancarani “ma per me che vengo da Ravenna non lo è affatto!”: e così l’invito a scegliere uno tra i filtri che Cattelan usa per raccontare la città ed espanderlo come progetto indipendente vira naturalmente sul magico.
Non una seduta vera e propria, niente tavolini che vibrano o luci che tremano: la medium è a capotavola e parla. Fine. Parla ad occhi chiusi per conto di Mollino, declinandone il pensiero e la filosofia in un ordinatissimo flusso di coscienza. Che sembra una sceneggiatura, tanto è preciso e puntuale: ma che non lo è, assicura Ancarani. La medium riferisce ciò che le dice il vecchio Carlo, senza un tentennamento o un ripensamento; non viene invasa dal suo spirito, non è marionetta per un ventriloquo dell’aldilà: è un semplice mezzo, che riferisce.
L’esperienza è carica di fascino, aumentato dalla location scelta per la sua preview: naturalmente Casa Mollino, un po’ mausoleo un po’ boudoir, set del video e ora teatro di se stesso. Una condizione nella quale esplode il sound design di Mirco Mencacci, opera d’arte nell’opera d’arte: i fruscii notturni della casa stessa, sovrapposti al rumore bianco di inintelligibili voci di defunti, sono presenza vitale, che grazie alla ruffiana meraviglia della quadrifonia riempiono l’ambiente trasformando la fruizione del video in una vera e propria installazione.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.