La mostra “Klein Fontana” al Museo del Novecento di Milano? Venti di voi la vedranno gratis. Grazie a un contest e a un concerto

“La mia vita dovrebbe essere come la mia sinfonia del 1949, una nota continua, liberata dall’inizio alla fine, legata ed eterna al tempo stesso perché essa non ha né inizio né fine…“. Quella sinfonia, Yves Klein, l’aveva concepita – un po’ per gioco, un po’ per caso – circa un anno prima, su una spiaggia del […]

Yves Klein

La mia vita dovrebbe essere come la mia sinfonia del 1949, una nota continua, liberata dall’inizio alla fine, legata ed eterna al tempo stesso perché essa non ha né inizio né fine…“. Quella sinfonia, Yves Klein, l’aveva concepita – un po’ per gioco, un po’ per caso – circa un anno prima, su una spiaggia del sud della Francia, dove insieme a un paio di amici si cimentava con dei buffi vocalizzi, cercando di ottenere una gamma di suoni costanti e uniformi.
Da questa memoria ludica venne fuori la sua Symphonie Monoton-Silence, un concerto anomalo che ruota intorno a un unico accordo, tenuto per venti minuti di fila, a cui fa eco un silenzio assoluto, dilatato per altri venti minuti esatti. La persistenza e l’immobilità, il vuoto e l’invarianza, sperimentando in musica quell’ossessione invincibile per l’infinito, per la trascendenza, per i passaggi impalpabili dello spirito, per l’abisso dell’immaginazione e il piano audace dell’idea. Così, insieme ai suoi bianchi purissimi, a quel blu cosmologico, a quel vuoto che azzerava codici e confini, Klein costruì una partitura monotona, silenziosa. Un luogo sonoro in cui tuffarsi,  perseguendo l’evaporazione delle forme, delle griglie, delle logiche comuni.
La Symphonie Monoton-Silence arriva adesso in Italia, per la prima volta. Programmato nell’ambito della mostra “Klein Fontana. Milano Parigi 1957-1962”, in corso al Museo del Novecento di Milano, il concerto sarà eseguito il prossimo 17 novembre dall’orchestra sinfonica e dal coro de laVerdi, composti ciascuno di settanta elementi, con la direzione del compositore svizzero Roland Dahinden e del soprano Erina Gambarini.

Yves Klein - la performance del 9 marzo del 1960, a Parigi
Yves Klein – la performance del 9 marzo del 1960, a Parigi

L’evento, ospitato negli ampi spazi dell’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, va ad aggiungersi alla lista breve ed esclusiva di esecuzioni realizzate nell’arco di mezzo secolo. Klein fece in tempo a godersi gli applausi della premiére: la sera del 9 marzo 1960 il pubblico della Galerie Internationale d’Art Contemporain di Parigi vide l’artista dirigere un piccolo gruppo di musicisti insieme a tre modelle nude, protagoniste della sua celebre performance Anthropométries de l’époque bleue. Da allora mai più, sotto gli occhi e con la guida di lui. Dopo la sua morte prematura la Symphonie Monoton-Silence è stata ripetuta solo dieci volte in tutta Europa, una volta a Los Angeles e una a New York, nel 2013.
Per festeggiare l’appuntamento il Museo del Novecento ed Electa lanciano oggi un mini contest, attraverso i canali di Artribune. I primi venti lettori che si prenoteranno per il concerto di lunedì, inviando una mail all’indirizzo [email protected], riceveranno un ingresso gratuito alla mostra “Klein Fontana”, da ritirare con un buono presso la biglietteria dell’Auditorium. Un piccolo regalo, al margine di un grande rituale, con cui evocare il fantasma dell’idea più estrema: offrire una forma all’infinito, farne pigmento, gesto, visione, meditazione. E farne anche musica, ascolto, vibrazione. All’unisono con Cage e il suo silenzio di 4′33″, concepito proprio intorno al 1948 e impresso su uno spartito nel 1950. Tempismi esatti e paralleli.

– Helga Marsala

“Symphonie Monoton-Silence”, Yves Klein
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo – Largo Mahler
ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
info: 02.83389.401/2/3
www.laverdi.org
www.museodelnovecento.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.