Perché noi in Colombia? Per curiosità. Ecco le immagini dello stand della galleria P420 di Bologna, unica italiana presente alla fiera ArtBo di Bogotà. Che ci racconta tutto nell’intervista

“Cosa ci ha spinto ad arrivare fino in Colombia per una fiera? Il desiderio di far conoscere all’estero gli artisti italiani. Ci sono artisti bravissimi, che però spesso non riescono a varcare il confine: ci hanno parlato bene di questa rassegna, e allora eccoci qua“. Se non sono poche le gallerie d’arte italiane che si […]

Cosa ci ha spinto ad arrivare fino in Colombia per una fiera? Il desiderio di far conoscere all’estero gli artisti italiani. Ci sono artisti bravissimi, che però spesso non riescono a varcare il confine: ci hanno parlato bene di questa rassegna, e allora eccoci qua“. Se non sono poche le gallerie d’arte italiane che si spingono oltrefrontiera per cercare di intercettare mercati nuovi e spesso più attivi e dinamici di quello italiano, colpisce il fatto di trovarne una anche a 10mila chilometri di distanza, a quella fiera ArtBo che quest’anno a Bogotà festeggia il suo decennale. È la galleria P420 di Bologna, giovane ma già capace di distinguersi per apertura di idee e determinazione.
Ho trovato questa fiera molto interessante”, ci racconta il giovanissimo titolare, Fabrizio Padovani, “abbiamo incontrato collezionisti di buon livello e soprattutto, cosa che mi ha fatto molto piacere, animati da grande curiosità anche per opere che non conoscono. Qui da noi hanno molto apprezzato Franco Vaccari, di cui portiamo lavori degli anni ’70, quelli che lo hanno reso celebre, opere che lui espose alla Biennale di Venezia nel 1972. Molto interesse abbiamo riscontrato anche per Irma Blank, che in questo periodo ha in corso una mostra anche da Alison Jacques a Londra, e le opere recenti di Paolo Icaro, in gesso e metallo”. Uno stand ben congegnato, che vedete nella nostra fotogallery…

Massimo Mattioli

www.artbo.com.co

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.