Italiani in trasferta. Immagini della personale dei TTozoi a Los Angeles. Informale europeo e Color Field americana, per dipinti creati da natura e biologia

Si è appena conclusa, il 12 ottobre, ma per chi se la fosse persa c’è sempre Artribune. Pronta a correre dall’altra parte del globo, a Los Angeles, dove lo studio-galleria dell’artista Carlo Marcucci, nel cuore dell’art district di Culver City, ospitava la mostra Breaking the Molds, dei TTozoi, a cura di Peter Frank. Esposte opere […]

Si è appena conclusa, il 12 ottobre, ma per chi se la fosse persa c’è sempre Artribune. Pronta a correre dall’altra parte del globo, a Los Angeles, dove lo studio-galleria dell’artista Carlo Marcucci, nel cuore dell’art district di Culver City, ospitava la mostra Breaking the Molds, dei TTozoi, a cura di Peter Frank. Esposte opere recenti realizzate attraverso il processo che li contraddistingue: pigmenti, acqua e farina su tele di iuta, che vengono poi chiuse dentro casse e lasciate così a fermentare per un tempo indeterminato, ricoprendosi di muffe. “Un po’ come quando si fa il formaggio o la birra”, scrive il critico americano Frank. “Peter Frank ci segue ormai da qualche anno, più o meno dal nostro primo esordio qui a Los Angeles. Finalmente ci ha ritenuti pronti per una presentazione ufficiale”, raccontano gli artisti, Stefano Forgione e Pino Rossi. Non è la prima volta infatti che il duo napoletano espone da queste parti: già nel 2012 erano stati protagonisti di una personale presso l’Istituto Italiano di Cultura.
Entrambi gli eventi sono stati organizzati da Art1307, ente culturale che dal 2006 promuove scambi internazionali tra l’Italia e Los Angeles. La direttrice artistica Cynthia Penna collabora da tempo con critici e curatori losangeleni e, tiene a sottolineare, attraverso un lavoro costante ben radicato nella scena artistica ma anche accademica di L.A. Il lavoro dei TTozoi non è passato inosservato nella capitale californiana e ha suscitato l’interesse di artisti e galleristi losangeleni. Forse per quel loro carattere che ricorda e unisce, come nota il curatore, l’arte informale europea alla color field painting americana. “TTozoi combina la vecchia tradizione e la nuova, guidando la natura a dipingere i suoi propri dipinti”, spiega Peter Frank. “Permette alla natura di partecipare attivamente nel discorso artistico attuale non solo come soggetto ma come autore. TTozoi non è solo una collaborazione fra due esseri umani ma fra due esseri umani e il loro ecosistema”.

– Emanuela Termine

www.sixty29contemporary.com
www.art1307.com

 

 

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Emanuela Termine
Emanuela Termine (Roma, 1978) è storica dell’arte e curatrice. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi sulle relazioni fra arte e architettura in Italia tra gli Anni Cinquanta e Settanta. Fino al 2013 è stata responsabile della segreteria organizzativa presso la Fondazione Bruno Zevi. Dal 2006 è curatrice senior presso Sala 1 Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, a Roma. Nel 2012 ha curato il progetto “Lingua Mamma”, vincitore del concorso "Arte, Patrimonio e Diritti Umani", indetto da Connecting Cultures con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.