Immagini in anteprima dalla preview di Hans Memling a Roma. Le Scuderie del Quirinale si confermano primo avamposto per le grandi mostre italiane

Solo la mostra di Bruges del 1994 che celebrava il cinquecentesimo anniversario della morte era tanto ricca. Cinquanta opere, alcune anche ricomposte dopo decenni di separazione, che sono uscite da collezioni pubbliche e private per una mostra italiana senza precedenti. È quella dedicata a Roma ad Hans Memling, il maestro di Bruges per antonomasia, vissuto […]

Solo la mostra di Bruges del 1994 che celebrava il cinquecentesimo anniversario della morte era tanto ricca. Cinquanta opere, alcune anche ricomposte dopo decenni di separazione, che sono uscite da collezioni pubbliche e private per una mostra italiana senza precedenti. È quella dedicata a Roma ad Hans Memling, il maestro di Bruges per antonomasia, vissuto nella seconda metà del ‘400, che le Scuderie del Quirinale ospitano dall’11 ottobre fino al 18 gennaio. “Un omaggio a Memling e ai suoi rapporti con l’Italia sia per le tante committenze italiane dei suoi capolavori che per l’influenza che l’artista ha esercitato su tutto il Rinascimento nel nostro paese con un esempio su tutti, quello del Ghirlandaio che ha fatto una copia identica di un suo Cristo Benedicente”, ha detto Franco Bernabè alla presentazione della mostra.
Le opere, grandi e anche molto piccole che abitano gli spazi dei due piani delle Scuderie sono suddivise in sette sezioni ed illuminano tutte le fasi della vita di Memling. Dai lavori iniziali alle grandi commissioni dei banchieri italiani attivi nelle Fiandre, dalla fase dei famosi ritratti alla pittura di narrazione dove spicca una Passione di Cristo commissionata da Tommaso Portinari ed entrata nella collezione dei Medici, fino ai devozionali di committenza privata, alle pale d’altare e ai trittici, alcuni recuperati e messi insieme solo e proprio per la mostra, come il trittico di Benedetto Papagnotti. Nella gallery, immagini in anteprima dalla preview…

– Geraldine Schwarz