Documenta 14, profilo greco. Per la prima volta in sessant’anni nel 2017 la rassegna varcherà i confini tedeschi. Affiancando a Kassel una sede ad Atene, di pari importanza

Se siete fra quelli a cui piace programmare con largo anticipo i viaggi e gli spostamenti, che siano di lavoro o di piacere, sarà bene che intanto iniziate ad appuntarvi la novità. Per la vostra visita a Documenta 14, nel 2017, non dovrete infatti mettere in cantiere soltanto la classica settimana a Kassel, nell’Assia settentrionale; […]

Il team di documenta 14 (foto Nils Klinger)

Se siete fra quelli a cui piace programmare con largo anticipo i viaggi e gli spostamenti, che siano di lavoro o di piacere, sarà bene che intanto iniziate ad appuntarvi la novità. Per la vostra visita a Documenta 14, nel 2017, non dovrete infatti mettere in cantiere soltanto la classica settimana a Kassel, nell’Assia settentrionale; a questa infatti dovrete affiancare un periodo da passare in Grecia. È infatti questo il responso più forte uscito dal simposio dal titolo Documenta 14, Kassel: Learning from Athens, tenutosi in Germania il 6 ottobre: per la prima volta dal 1955 – a parte singoli progetti, come quello di Mario Garcia Torres dedicato a Boetti e all’One Hotel a Kabul, nell’edizione 2012, curato da Andrea Viliani -, la famosa rassegna d’arte pluriennale varcherà i confini tedeschi, con una sede – di importanza paritetica, ci tiene a precisare il direttore artistico Adam Szymczyk – stabilita ad Atene.
Con la società che tende sempre più ad abbattere le frontiere, è in sostanza la considerazione alla base della scelta, vogliamo mettere in discussione – “anche se solo temporaneamente” – il ruolo privilegiato di ospite unico di kassel. “Le linee di pensiero dietro questa decisione sono molteplici”, ha chiarito Szymczyk. “E hanno a che fare con l’attuale situazione sociale e politica sia in Europa che nel mondo, che spesso guida l’azione artistica. Indicando la necessità di incarnare con Documenta 14 la tensione palpabile tra il Nord e il Sud come si riflette nella produzione culturale contemporanea”. Anche se non sono ancora state selezionate sedi specifiche ad Atene, Szymczyk ha rivelato di aver già lavorato in tal senso con artisti, scrittori, curatori, filosofi e personaggi del teatro e del cinema della capitale greca.

www.documenta.de

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.