In Israele la cultura non si ferma, neanche davanti alla guerra. La crisi di Gaza coincide anzi con un momento di grandi novità per i musei. Con due donne protagoniste…

Se la crisi economica europea ha causato forti tagli alla cultura, rischiando di mettere in ginocchio le principali istituzioni dei Paesi colpiti, con conseguenza il licenziamento di alcuni direttori e figure dirigenziali, in Israele neanche i due mesi di estenuante guerra hanno fatto si che si rinunciasse alle programmazioni museali e all’insediarsi di nuovi direttori […]

Ruth Direktor

Se la crisi economica europea ha causato forti tagli alla cultura, rischiando di mettere in ginocchio le principali istituzioni dei Paesi colpiti, con conseguenza il licenziamento di alcuni direttori e figure dirigenziali, in Israele neanche i due mesi di estenuante guerra hanno fatto si che si rinunciasse alle programmazioni museali e all’insediarsi di nuovi direttori e curatori. Due esempi. Ruti Direktor, chief curator del Haifa Museum of Art dal 2011 fino a marzo scorso, è entrata a far parte dello staff del Tel Aviv Museum of Art diretto da Suzanne Landau, ricoprendo il ruolo di curator of Contemporary Art del museo. Direktor ha inaugurato la sua prima mostra al TAM lo scorso luglio con un group show di video artisti che vanta i nomi, tra gli altri, di Eija-Liisa Ahtila e Yael Bartana (Story Time: Or Was It? Fino al 1 novembre).
Altro nome di rilievo, Aya Lurie, ex chief curator dello Shpilman Institute for Photography di Tel Aviv, è ora direttore e chief curator dell’Herzliya Museum of Contemporary Art, una delle realtà più vivaci del territorio israeliano e,he vedrà il 20 settembre l’inaugurazione di una serie di mostre dal titolo Back to Berlin. Israele dimostra così ancora una volta la sua inclinazione ai rinnovamenti e alle nuove opportunità. Da non trascurare nemmeno il fatto che quasi sempre, soprattutto nell’ambito culturale, si parla al femminile.

Giorgia Calò

Aya Lurie
Aya Lurie