Due corpi nudi, quelli di Giovanni Gaggia e Mona Lisa Tina. E la stridente colonna sonora di Roberto Paci Dalò. Foto e video della performance Centrum naturae, a Pesaro

Se è la mostra a parlare, è la performance che fa vibrare le emozioni. E se nella mostra Centrum naturae – visibile fino al 24 agosto allo Scalone Vanvitelliano di Pesaro – due voci distinte dialogano con la fotografia, nell’azione omonima, appena compiutasi nella chiesa di Santa Maria Maddalena, due corpi si uniscono in un […]

Se è la mostra a parlare, è la performance che fa vibrare le emozioni. E se nella mostra Centrum naturae – visibile fino al 24 agosto allo Scalone Vanvitelliano di Pesaro – due voci distinte dialogano con la fotografia, nell’azione omonima, appena compiutasi nella chiesa di Santa Maria Maddalena, due corpi si uniscono in un unico gesto artistico. Loro sono Giovanni Gaggia e Mona Lisa Tina: uomo, donna e umanità intera, agganciati alla tradizione performativa del nudo, tenace tabù della cultura occidentale, e per questo sempre capace di toccare le corde emotive più profonde.

L’atmosfera sospesa e vagamente perturbante che solo un tempio può conferire (la basilica a pianta centrale ha stabilito luci, ortogonalità e simmetrie anche nella prossemica del pubblico) e la stridente colonna sonora di Roberto Paci Dalò hanno definito l’esperienza di due individualità vicine, in piedi al centro dello spazio, accomunate nella nudità dall’azione di un “cerimoniere” nell’atto di dipingere la loro imperturbabile pelle con una spugna intinta nel pigmento nero. Nella seconda parte, il singolo spettatore ha avuto la possibilità di interagire, in riservatezza, con i due corpi supini attraverso pochi strumenti (un telo asciutto ed una bacinella di acqua calda): l’empatia stabilita con i due performer porta ad un’esperienza toccante e catartica. È in preparazione un video che documenta l’azione, firmato dall’artista Simona Bramati: noi intanto la ripercorriamo con immagini e video…

– Valeria Carnevali

 

 

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Valeria Carnevali
Marchigiana, dopo la laurea in Lettere Moderne conseguita a Urbino nel 1999 con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea, si stabilisce a Milano lavorando per diversi anni nel settore dell’editoria d’arte e collaborando con gallerie e spazi espositivi. Tornata a Fabriano nel 2007, si laurea in Scienze della Formazione Primaria, continuando a occuparsi di arte e cultura del presente, con particolare interesse per la didattica e l’educazione all’arte (e attraverso l’arte) contemporanea. È attualmente insegnante nella scuola primaria e curatore artistico. Nel 2016 fonda l’associazione Art comes to Town. Scrive per Artribune dal 2012.