Alejandro Iñárritu, Saverio Costanzo, Andrei Konchalovsky, il Pasolini di Abel Ferrara: ecco i film in corsa alla Mostra del Cinema di Venezia

“In un momento in cui la competizione internazionale tra festival si va facendo sempre più forte” ha esordito il presidente della Biennale Paolo Baratta, “un importante sito web specializzato statunitense (…) tra i cinque principali festival del mondo della stagione autunnale annoverava, nella terna più alta, la Mostra del Cinema di Venezia. Non è certo […]

"The Look of Silent" di Joshua Oppenheimer

“In un momento in cui la competizione internazionale tra festival si va facendo sempre più forte” ha esordito il presidente della Biennale Paolo Baratta, “un importante sito web specializzato statunitense (…) tra i cinque principali festival del mondo della stagione autunnale annoverava, nella terna più alta, la Mostra del Cinema di Venezia. Non è certo una posizione di rendita ma una che richiede assiduo e costante impegno, che non faremo mancare”.
È allora per assicurare al festival del cinema più antico del mondo questa posizione di prestigio che il direttore Alberto Barbera ha proposto quest’anno una line up che include parecchi titoli interessanti.
Il  filmdi apertura sarà Birdman or The Unexpected Virtue of Ignorance con Michael Keaton, Zach Galifianakis, Edward Norton, Emma Stone e Naomi Watts. Ne firma la regia Alejandro Iñárritu che con i suoi precedenti quattro film ha raccolto ben dodici nomination agli Oscar. David Gordon Green con Manglehorn mette a segno due partecipazioni di seguito candidandosi sin da ora come uno dei vincitori possibili. Abel Ferrara concorrerà con il titolo familiare Pasolini, il cui cast improbabile include Willem Dafoe, Riccardo Scamarcio e Ninetto Davoli.  Ma ci sarà anche Andrei Konchalovsky, che con il fratello (il regista Nikita Mikhalkov) e il padre (lo scrittore e saggista Sergei Mikhalkov), copre un secolo di storia culturale russa e si presenta con The Postman’s White Nights. Si dovrà attendere ancora un po’ per sapere se l’ispirazione è tratta dal romanzo breve di Dostoyevsky, dal film di Antonioni Le Notti Bianche o  da Quattro notti di un sognatore di Robert Bresson, entrambi interpretazioni del celebre romanzo breve dello scrittore russo.
Andrew Niccol, regista di Gattaca e Simulation One, sarà in concorso con Good Kill: si tratterà ancora di uno scenario distopico oppure lo sceneggiatore di The Truman Show sorprenderà i suoi estimatori? Protagonista del film è Ethan Hawke, il che promette parecchio bene.
Incuriosisce The Look of Silent di Joshua Oppenheimer, unico documentario in concorso, usanza inaugurata l’anno scorso. Ci sarà poi la presenza nerd/cyberpunk di Shinya Tsukamoto, blasonato regista di Testsuo, che concorrerà quest’anno con Nobi (Fires on the Plain). Italiani in concorso: il redivivo Mario Martone con Il Giovane Favoloso, starring Elio Germano, e Saverio Costanzo con Hungry Hearts. Fuori concorso Gabriele Salvadores, che arriva con un certo delay sull’agenda internazionale con Italy in a Day, versione nostrana dell’esperimento di cinema collettivo Life in a day di Kevin Macdonald, prodotto dai fratelli Scott nel 2011. Fuori concorso anche l’austriaco, amatissimo dai festival, Ulrich Seidl che dopo la misogina trilogia sui “Paradisi” approda sul lido con Im Keller (In The Basement). Quale sarà poi il contenuto della drammedia dello svedese Roy Andersson A Pidgeon Sat on a Branch Reflecting on Existence resta un intrigante mistero. Fuori concorso Lars Von Trier con la versione integrale di Nimphomaniac II. Domanda proibita: era il caso, visto che ne circola una versione streaming non legale già da parecchi mesi?
Vanno a due cineasti statunitensi, alla montatrice Thelma Schoonmaker (Toro scatenato, The Aviator, The Departed, Goodfellas, The Wolf of Wall Street) e al regista Frederick Wiseman, i Leoni d’oro alla carriera della 71. Mostra di Venezia. La prima è la storica montatrice, premio Oscar, di Scorsese, ultima moglie di Micheal Powell, il secondo è un cineasta indipendente e regista teatrale, famoso soprattutto per le sue regie documentarie che cercano di ritrarre l’esperienza umana all’interno di una grande varietà d’istituzioni sociali contemporanee.

– Federica Polidoro

 

 

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.