Sigle, Buddha e poesia: immagini e video dalle mostre che danno il via all’estate del Madre, tra Francis Alÿs, David Robbins e nuove acquisizioni

Il Buddha nella storica TV Buddha di Nam June Paik si specchia in una ripresa a circuito chiuso che include chiunque passi per il suo territorio, riflettendo (im)perturbabile sul rapporto tra realtà e illusione, inclusione o esclusione del contesto, sacro e profano. La più mitologica, tra le nuove opere acquisite dal Madre, sintetizza in sé […]

Il Buddha nella storica TV Buddha di Nam June Paik si specchia in una ripresa a circuito chiuso che include chiunque passi per il suo territorio, riflettendo (im)perturbabile sul rapporto tra realtà e illusione, inclusione o esclusione del contesto, sacro e profano. La più mitologica, tra le nuove opere acquisite dal Madre, sintetizza in sé metaforicamente tutto il senso delle novità estive del Museo di Donnaregina. La riflessione su reale e irreale, in primis, con la mostra Reel-Unreel di Francis Alÿs, dimostrazione per il direttore Andrea Viliani – che ne parla nel video qui sotto – di quanto l’Occidente travisi il mondo afghano, e di come sia possibile, a volte, “fare qualcosa di politico con qualcosa di poetico”.

L’aderenza maggiore al contesto territoriale, inoltre, che si fa entrare nella sfera di attenzione del museo con Per_formare una collezione (intermezzo), arricchendo la collezione permanente di opere che testimoniano “attenzione all’arte italiana” per il presidente Pierpaolo Forte, e “la possibilità di costituire una collezione eccezionale a chilometro zero” per Viliani: quelle di Vito Acconci, Marisa Albanese, Gianfranco Baruchello, Henri Chopin, Francesco Clemente, Tony Cragg, Robert Filliou, Cyprien Gaillard, Mark Manders, Marisa Merz, Dennis Oppenheim, Nam June Paik, Gianni Piacentino, Vettor Pisani, David Robbins.
La perdita di ogni snobismo controproducente tra livello alto/sacro e pop/profano della cultura, infine, col progetto TV Family di David Robbins, che idea per il Madre proprio quella soap-opera anticipata già tempo fa in un’intervista ad Artribune dal direttore, con tanto di colonna sonora Theme song for an exhibition per l’opening. A quanto pare, non solo i Buddha, ma anche il Madre si sforza di mettere un piede giù dal Nirvana…

– Diana Gianquitto

 

 

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]
  • angelov

    (Per una nuova lettura di un Opera Classica multimediale)
    Passato inosservato fino ad ora, perché troppo in anticipo rispetto al tempo in cui è stato concepito e realizzato, il primo Selfie della storia del mondo web e digitale, ritrae Buddha in compagnia di chiunque, per un attimo, decida di avvicinarglisi, e così poter sperimentare le ineffabili emanazioni delle sue meravigliose virtù.

  • Nam Yune Paik eccellente non è fantastico opere di questo genere sono introvabili , solo per amatori e collezionisti , vai avanti che c’è la fai , forza Andrea Viliani bravo