Qualcuno avverta Matteo Renzi: in Germania hanno ritrovato il cranio di Leonardo da Vinci. Non proprio il suo, ma uno realizzato (e poi “ritratto”) da lui

Chissà se qualcuno ha pensato di chiedere una consulenza, o quantomeno un parere, al nostro premier Matteo Renzi, notoriamente appassionato alle investigazioni artistiche, in particolar modo quelle riguardanti Leonardo da Vinci. Già, perché l’ultimo art-thriller che infiamma le cronache internazionali riguarda proprio il genio del Rinascimento: e si svolge sul triangolo Germania-Francia-Belgio. Tutto ha inizio […]

Chissà se qualcuno ha pensato di chiedere una consulenza, o quantomeno un parere, al nostro premier Matteo Renzi, notoriamente appassionato alle investigazioni artistiche, in particolar modo quelle riguardanti Leonardo da Vinci. Già, perché l’ultimo art-thriller che infiamma le cronache internazionali riguarda proprio il genio del Rinascimento: e si svolge sul triangolo Germania-Francia-Belgio. Tutto ha inizio nel 1987, quando una coppia di antiquari tedeschi acquista un’antica riproduzione di un cranio umano.
Oggi, a ventisette anni di distanza, si scopre che questo manufatto è stato realizzato proprio da Leonardo: l’anello mancante che lo lega al grande artista e scienziato è stato scoperto da uno scienziato francese, Roger Saban, che ha dimostrato che la struttura ossea è strettamente legata a un disegno anatomico, conosciuto con il titolo 19057 RL, conservato nella Collezione Reale del Castello di Windsor. È stato poi un ricercatore belga, Stefaan Missinne, a sviluppare lo studio pubblicando un articolo scientifico sulla rivista Wiener Medizinische Wochenschrift Springer. Decisivi dei piccoli errori anatomici sul cranio, che ritornano inequivocabili sul disegno in questione.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • giorgio

    cosa c’entra renzi? forse non riesco a cogliere l’ironia della citazione? in ogni caso, una bella scoperta e, se esistono foto della riproduzione, condividetele pure, grazie!