Sabrina Mezzaqui in dialogo con Antonella Anedda. Corrispondenze fra arti visive e poesia, per salutare l’apertura di Passaggi: nuovo spazio espositivo a Pisa

Passo a due tra un’artista e una poetessa. Niente di più azzeccato per Sabina Mezzaqui, da sempre sedotta dal mondo della scrittura: un dialogo tra le sue installazioni e i versi di Antonella Anedda inaugura Passaggi, nuovo spazio espositivo per il contemporaneo, nato a Pisa e diretto da Silvana Vassallo. “Una forma di attenzione”, questo […]

Sabrina Mezzaqui, Che tu sia per me il coltello 2014 - Libro intagliato (David Grossman, Che tu sia per me il coltello, ed. Mondadori), ritagli arrotolati e infilati, colla, filo, dimensioni variabili (libro aperto 19,5x26 cm; lunghezza filo 1.500 cm circa) - Foto Rino Canobbi

Passo a due tra un’artista e una poetessa. Niente di più azzeccato per Sabina Mezzaqui, da sempre sedotta dal mondo della scrittura: un dialogo tra le sue installazioni e i versi di Antonella Anedda inaugura Passaggi, nuovo spazio espositivo per il contemporaneo, nato a Pisa e diretto da Silvana Vassallo. “Una forma di attenzione”, questo il titolo della mostra, nasce da un incontro tra le due protagoniste, avvenuto proprio a Pisa, qualche anno fa, durante un convegno dedicato al rapporto tra immagini e parole. Due prospettive diverse che si intrecciano, sul filo di una naturale contaminazione: una, delicata interprete di armonie formali e di corrispondenze concettuali, ha lavorato innumerevoli volte con la materia fisica e spirituale della letteratura, della poesia, della parola come nucleo originario di pensiero e di bellezza; l’altra, tessitrice di suoni e di immagini incarnate nel linguaggio, è anche una appassionata conoscitrice di arti visive.

Galleria Passaggi, Pisa - Foto Dania Gennai
Galleria Passaggi, Pisa – Foto Dania Gennai

Tre i testi da cui parte Mezzaqui, per questa occasione: “Che tu sia per me il coltello”, di David Grossman, “E disse”, di Erri De Luca e alcune liriche di Antonella Anedda contenute nella raccolta “Salva con nome”. Pagine intagliate, ritagliate, trasformate, accumulate, sezionate; e poi frasi sottratte, spezzate, ricamate, dissolte, aggrovigliate, frammentate. Tra senso del sacro, potenza del verbo e seduzione della fabula. Di lei dice Anedda, in un brano dedicatole: “Sabrina non si limita a rileggere i testi che ama, li ripercorre, e percorrendoli come succede nel Midrash, li trasforma, li forgia di nuovo, li ritraduce”. E la stessa Anedda, in una seducente simmetria, sfonda la dimensione della parola per agganciarla a quella dell’icona: proprio in “Salva con nome” la poetessa ha proceduto accostando versi, prose e fotografie, arrivando poi a sperimentare l’installazione con la scrittura-cucitura di suoi versi su un lenzuolo di lino appartenuto al corredo della nonna.
Passaggi, open space di sessanta metri quadri, nasce all’interno di un ex magazzino, al piano terra  di un palazzo antico. Tracce di storia, fra cui le volte a croce, alcune  iscrizioni religiose e un frammento di un dipinto emerso durante i lavori di restauro, incorniciano come segni del tempo la nuova veste rigorosa e candida, ripensata per accogliere i linguaggi del contemporaneo.

– Helga Marsala

“Una forma di attenzione”
Opening: 10 maggio 2014, ore 18
Galleria Passaggi – via Garofani 14, Pisa
Info: tel. +39 338 35 25 236
[email protected]
www.passaggiartecontemporanea.it

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.