M come Massimo (e come Minini). Due mecenati donano alla Triennale di Milano l’opera site specific dedicata da Daniel Buren al grande gallerista: ecco le immagini della cerimonia

Porta l’esterno all’interno e viceversa. Così Alvise Braga Illa ha definito l’opera di Daniel Buren Cinq Couleurs pour un Cylindre: Travail in situ, Milan 2013, realizzata in occasione della mostra Quarantanni d’artecontemporanea, Massimo Minini 1973-2013. Un omaggio del Maestro al grande gallerista bresciano il quale, sin dalla sua ideazione, si augurò di veder permanere il […]

Claudio De Albertis e Daniel Buren

Porta l’esterno all’interno e viceversa. Così Alvise Braga Illa ha definito l’opera di Daniel Buren Cinq Couleurs pour un Cylindre: Travail in situ, Milan 2013, realizzata in occasione della mostra Quarantanni d’artecontemporanea, Massimo Minini 1973-2013. Un omaggio del Maestro al grande gallerista bresciano il quale, sin dalla sua ideazione, si augurò di veder permanere il site-specific nel luogo per cui era stato pensato e realizzato. Da domenica 25 maggio, grazie a Daniela e Alvise Braga Illa, l’opera è stata donata alla Triennale di Milano e a tutta la città: ad accogliere la donazione c’erano anche la moglie di Massimo, Daniella Minini, e la figlia, anche lei affermata gallerista, Francesca Minini.
Se già la scala elicoidale di Muzio era un capolavoro architettonico, fuoco prospettico della sala che la ospita, oggi la luce che filtra dalle vetrate si inietta dei cinque colori dell’opera di Buren, tra le trasparenze lasciate dalle sue bande da 8,7 cm che scrivono la “M” di Massimo. Il verde degli alberi retrostanti si fa vivido, la torre di Ponti si “accende”, tutto lo spazio prende vita quando anche un solo raggio vi penetra. Un lavoro che invita il visitatore allo stare, a guardare dentro e fuori, e a percepire l’intorno con la stessa intensità con cui l’autore ha pensato il suo intervento. E sospeso sulle nostre teste Massimo Minini, in questo luogo speciale, ha lasciato un omaggio ad un altro Maestro, Piero della Francesca. Nella fotogallery, le immagini della cerimonia milanese…

– Flavia Chiavaroli

 

 

  • Massimo Minini

    Solo una piccola precisazione ( o due…) Come è detto giustamente nel testo l’opera non è stata donata da Buren alla Triennale, ma da due straordinari sgnori milanesi ( nomi e cognomi nel testo) che ci sorprendono e confortano sul fatto che la borghesia illuminata, càspita, esiste ancora. Loro hanno fatto un gesto che meriterebbe un ambrogino d’oro a fine anno.
    Preciso questo perchè nel titolo si dice:” Daniel Buren ha donato alla Triennale…etc”.
    Buren da parte sua ha fatto due ‘gesti’ straordinari.
    primo ha fatto l’opera.
    Secondo ha accettato una cifra simbolica, dimostrando grande apertura.
    Quando, nel montaggio della mostra ( nov 2013/ feb 2014) abbiamo visto l’opera installata, abbiamo capito che questa, sulla mitica scala di Muzio era, per il XXI Secolo cio che il neon di Lucio Fontana era stato per il XX Secolo sull’altra scala.
    Così abiamo provato a convincere Buren che giustamente ci ha fatto osservare:” se un lavoro viene donato lo si svilisce, nessuno lo difenderà. Se invece viene comperato, anche a poco, ecco che ha un valore ( oltre a quello che ha già di suo”).
    Insomma, adesso facciamone un’altra.
    Massimo Minini