Il “Corpo”, tra cyborg e identità migranti. Tre giorni di Live Art per i quattro anni del festival delle arti performative di Pescara

“Far convergere ambiente reale e ambiente virtuale attraverso l’esperienza del corpo: essere contemporaneamente migrante della Rete e migrante del mondo”. È questo l’obbiettivo che si pongono Ivan D’Alberto e Sibilla Panerai, ideatori e curatori di Corpo – Festival delle Arti Performative di Pescara, giunto quest’anno alla quarta edizione. Una piccola realtà che negli anni è […]

Far convergere ambiente reale e ambiente virtuale attraverso l’esperienza del corpo: essere contemporaneamente migrante della Rete e migrante del mondo”. È questo l’obbiettivo che si pongono Ivan D’Alberto e Sibilla Panerai, ideatori e curatori di Corpo – Festival delle Arti Performative di Pescara, giunto quest’anno alla quarta edizione. Una piccola realtà che negli anni è cresciuta sulla sponda dell’Adriatico, unendo le esibizioni dei performer a momenti d’incontro e di approfondimento. Per sostenersi e svilupparsi, Corpo ha dato vita a una rete che coinvolge varie realtà indipendenti, fondazioni e associazioni attive sul territorio: quest’anno l’organizzazione è stata affidata alla Scuola Popolare d’Arte “Boris Vian”, con la coordinazione del Centro di Archiviazione e Promozione della Performing Art (CAPPA). Tante collaborazioni e un ampio range di location, a Pescara (Appartamento Lago, Florian Teatro Stabile d’Innovazione e Spazio He5), ma anche a Chieti (Fondazione Museo “Palazzo de’ Mayo”) e a Montesilvano Colle (Residenza Laos).
Nelle giornate del festival si susseguiranno le performance di Alessandro Jasci, Globster, Dario Oggiano ed Elisabetta Di Bucchianico (Officina delle Invenzioni), Mona Lisa Tina e Giulio Biancalani. Tra i relatori nel programma di convegni: il curatore Eugenio Viola, la critica d’arte Celeste Ricci e i docenti Giorgio Cipolletta e Aldo Marroni. Una tre giorni tutta dedicata a Performance, Body Art e Live Art, con il tema “caldo” del corpo tra bestialità ed evoluzione della specie. In una società telematica che annulla le distanze, moltiplicando le potenzialità ma virtualizzando sempre di più i contatti, è ancora possibile “dare corpo” all’esperienza artistica? A Pescara pensano di sì: l’appuntamento per tutti è dal 2 al 4 maggio.

– Simone Rebora

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